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Cronaca

Roma messa a ferro e fuoco, maxi-blitz in tutta Italia

Nuovi arresti per il corteo degli Indignati che il 15 ottobre 2011 mise a ferro e fuoco alcune vie e piazze del centro storico di Roma. Dalle prime ore del mattino di venerdì 20 personale della Digos e dei carabinieri del Ros di Roma stanno eseguendo – tra Roma, Teramo, Ancona, Civitanova Marche (Macerata), Padova e Cosenza – 13 provvedimenti cautelari emessi dal Gip del Tribunale di Roma, tra i quali 7 arresti domiciliari. Fra i soggetti segnalati dall’autorità giudiziaria ci sarebbero anche i responsabili dell’incendio del blindato dei carabinieri.

In corso anche perquisizioni in sei città – ad opera delle sezioni locali di Digos e Ros – nelle abitazioni di soggetti ritenuti responsabili dei reati di «devastazione e saccheggio» e «resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale», commessi nel corso della manifestazione che terminò in scontri tra forze dell’ordine e manifestanti in piazza San Giovanni.L’attività investigativa, coordinata dal pool antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma, è stata condotta in stretta collaborazione dal Ros e dalla Digos di Roma, che negli ultimi mesi sono riusciti a identificare i soggetti che si erano resi responsabili delle gravi derive violente, devastando numerosi istituti bancari, bruciando automobili e cassonetti, distruggendo le vetrine di esercizi commerciali, dando fuoco ad alcuni uffici del ministero della Difesa in via Merulana. Nell’episodio più grave, due carabinieri rischiarono di morire nel rogo del loro blindato incendiato da alcuni Black bloc.

 

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