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Il Borghese

La vera beffa del sistema italia

Non c’è proprio limite alla vergogna. Dall’esame della contabilità 2001-2011 della Margherita, ge­stita fino allo scorso anno dal senatore Luigi Lusi, sono emerse spese sospette per 13 milioni di euro. Il dato emerge dalla relazione della società di consulenza Kpmg depositata ieri dai legali del partito ai pm romani che indagano sulle appropriazioni da parte dell’ex tesoriere. Tredici milioni di soldi nostri, questo non lo dice nes­suno, mentre emergono viaggi su aerei privati, altre cene con champagne e caviale, soggiorni da nababbi in alberghi di mezzo mondo, centinaia di assegni sparsi un po’ ovunque. Una vera monnezza.

Che cade nel giorno in cui scopriamo con fastidio che i rimborsi elettorali saranno soggetti a regole più restrittive, dovranno essere certificati e motivati, ma resteranno più o meno gli stessi. Come dire che non cambierà nulla nel sistema di riempimento della mangiatoia pubblica sostenuta a spe­se degli italiani. Il che ci pare vada a brac­cetto con il mal vezzo del passato, compresi i mancati tagli agli stipendi dei parlamen­tari tanto sbandierati e mai attuati, neppure dal governo dei Professori. Così, mentre la Margherita dà i numeri ma non restituisce neppure un centesimo e la Lega impugna la ramazza di Maroni ma non può cancellare un passato di sperperi ingiustificati con due espulsioni, ci ritroviamo a fare i conti con i costi della politica che, invece di scendere, salgono di alcuni milioni.

 La prova viene direttamente dalla Ragioneria Generale del­lo Stato che stima i costi del funzionamento delle nostre istituzioni in 3 miliardi e 207 milioni di euro nel 2012, contro i 3 miliardi e 184 milioni dello scorso anno. Con un incremento di oltre 23 milioni. Salgono in particolare le spese per gli uffici dei ministri e quelli per la Presidenza del Consiglio. Ma è tutta la macchina amministrativa che, a dispetto delle promesse di rigore e di sa­crifici, lievita allegramente. Mentre gli ita­liani si preparano alla stangata sull’Imu, strapagano la benzina e sopportano au­menti generalizzati su tutto, compresa l’aria che respirano, scopriamo che la Camera dei Deputati nei dieci anni che vanno dal 2001 al 2011 ha aumentato le proprie spese del 41 per cento, sbertucciandoci tutti con la pro­messa di tagli cospicui nel 2012. Che, detto per sottolineare la vergogna, ammonteran­no all’1,85 per cento.

 Briciole. Palazzo Chi­gi, nello stesso periodo, ha visto lievitare i costi del 46 per cento. Risparmio promesso: 2,5 per cento. E il Senato? Peggio ancora. Nei dieci anni scorsi ha visto lievitare le spese del 65 per cento contro un risparmio previsto nel bilancio preventivo 2012 dello 0,34 per cento. Per capire come ci prendono in giro, vi offro tre esempi: dal 2001 ad oggi il bilancio dei fondi culturali è stato tagliato del 50 per cento, quello delle politiche so­ciali (triennio 2009-2012) del 91 per cento, e quello relativo al sostegno per le famiglie povere del 74 per cento. La beffa va ben oltre le vergognose manovre di qualche tesoriere ladro e dei suoi manutengoli. È la vera beffa del sistema Italia.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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