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Milan, avanti con il cuore ma la squadra è in riserva

Avanti col cuore, perché le gambe cominciano a girare a vuoto, o meglio, girano davve­ro poco. Il Milan che martedì sera ha espugnato il Bentegodi di Verona lasciando così aper­to il sogno scudetto, è apparso il cugino brutto di quello am­mirato nei mesi scorsi. Gli in­tensi e continui impegni di febbraio-marzo e i tanti – trop ­pi – infortuni (a Verona erano indisponibili in 9, ovvero la media di gran parte della sta­gione, più 3 squalificati) han­no di fatto piegato il Milan. Piegato, ma non abbattuto. Il Milan è stanco, l’eliminazio ­ne dalla Champions, seppur preventivabile già dal mo­mento del sorteggio, visto l’abbinamento con il Barcello­na, ha lasciato molte ferite a livello mentale. Perché la squadra rossonera ci credeva in un cammino più lungo in Europa e invece l’uscita di scena, unita al “ko” in coppa Italia con la Juventus, ha pri­vato il Milan della possibilità di arrivare in fondo in qualche competizione in più rispetto al solo campionato (senza di­menticare la Supercoppa ita­liana vinta ad agosto). Scudet­to che resta comunque l’obiet ­tivo primario e che Massimi­liano Allegri dovrà cercare di conquistare per non incrinare ulteriormente un rapporto con Silvio Berlusconi che da qualche settimana sembra
meno solido di qualche tempo fa.

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