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Grazie ai lettori

Dieci anni di CronacaQui: il quotidiano per la gente scritto insieme a tutti voi

Non so se vi √® mai capitato di prendere carta e penna per scrivere a qualcuno a cui volete bene e di non trovare le parole per esprimere l’affetto e la gratitudine che provate. La mente si confonde in una ridda di sentimenti e le parole tardano a venire. Proprio come adesso sta accadendo a me, mentre CronacaQui che ha compiuto 10 anni di vita lo scorso febbraio, si prepara a festeggiare ufficialmente il compleanno. Dieci anni vissuti intensamente. In una Torino che ha cambiato i propri colori proprio come le nostre pagine. Dal bianco e nero che evoca i toni sommessamente grigi di una citt√†-fabbrica, ai colori a volte forti di una Torino che sta mutando la propria pelle, che sogna un futuro internazionale ma combatte, come tutte le metropoli, contro la crisi e la povert√†, aggrappandosi all’orgoglio e alla forza di un popolo che non ha mai rifiutato il sudore e la fatica.

In dieci anni la nostra storia si √® intrecciata intensamente con i travagli e le speranze dei torinesi e dei piemontesi in generale. Impegnarsi nel fare un giornale di cronaca, una sorta di specchio delle realt√† in cui si vive, √® stata una sfida vera, a volte entusiasmante, a tratti dolorosa. Perch√© √® difficile non farsi coinvolgere dai fatti, dalle emozioni e anche dall’entusiasmo. In fondo fare un giornale √® un po’ come affrontare ogni giorno una strada nuova, senza conoscerne il percorso, i pericoli e i panorami. Dieci anni in questi tempi in cui le ore sono attimi e i giorni scorrono con una rapidit√† impressionante, in cui Internet √® il sinonimo della rivoluzione culturale ma le miserie restano lente e inesorabili come nell’Ottocento, pesano quanto una o pi√Ļ generazioni. Basta pensare a come siamo cambiati. E immaginare le sfide che ci attendono. In un domani che √® gi√† oggi. Ci siamo lasciati alle spalle la citt√† punteggiata dalle tute blu appese ad asciugare sui balconi di periferia, ma non abbiamo ancora soddisfatto le aspettative di una filiera ricca di ingegno che un tempo ci ha resi capitale dell’auto, nonostante le Olimpiadi che ci hanno proiettato nel mondo scoprendo la nostra storia formidabile e i nostri tesori. A ripensarci √® stata e continua ad essere, ogni giorno, una navigazione straordinariamente ricca di emozioni. CronacaQui ha sempre scelto di restare ancorata alla realt√†. E di viverla con i propri lettori, con le porte aperte, senza il timore delle critiche, ma invocando i suggerimenti, i consigli e gli stimoli che vengono dalla societ√† che ci circonda.

Ricordo con emozione la prima sera, quando le bozze delle pagine si accatastavano sulla scrivania e i redattori pestavano sulle tastiere in una lotta – che non finisce mai – con il tempo tiranno. Di qui le notizie, di l√† la tipografia con le sue rotative che non possono aspettare. E poi la corsa con l’auto per vedere la prima copia che prende vita, la carta che scorre veloce sui rulli in un rumore infernale fino a trasformarsi in un giornale vero, i pacchi da confezionare, gli autisti che caricano instancabili.¬† Siamo nati cos√¨ e il miracolo, grazie ad una catena straordinaria che unisce giornalisti, tipografi, distributori ed edicolanti, si ripete ogni giorno. Con un’emozione identica e impagabile. Abbiamo scritto allora, a quattro mani con l’editore Massimo Massano, quanto sentivamo grande, dentro di noi, l’orgoglio di essere torinesi. Perch√© viviamo qui, lavoriamo qui. Amiamo e soffriamo, ci annoiamo e ci divertiamo qui. Siamo nati qui e moriamo qui.¬† In sintesi la chiave di lettura del nostro quotidiano √® in queste tre lettere: Qui. Che poi sono finite per comporre in maniera indissolubile la nostra testata. Ci siamo immaginati allora un giornale agile e dinamico, irriverente quanto basta e soprattutto indipendente, capace di graffiare a destra e a manca. Un giornale per la gente, scritto dalla gente attraverso un canale aperto, 24 ore su 24, grazie al telefono, ai fax, al web e alle porte della redazione dove chi si affaccia √® sempre un ospite gradito. Solo adesso ci rendiamo conto di essere stati un po’ pazzi a tentare una sfida del genere che¬† – detto con orgoglio – √® una sfida che si ripete ogni giorno grazie a voi che ci avete sostenuti fin dall’inizio e che siete cresciuti sempre di pi√Ļ, anno dopo anno. Insieme abbiamo vissuto i grandi drammi e le grandi speranze, ma anche, e soprattutto, abbiamo condiviso quei piccoli fatti di vita quotidiana che chi insegue solo le notizie forti snobba o relega in poche righe. Il nostro successo, forse, sta proprio qui. Nell’umilt√† di trattare le piccole e le grandi notizie con la dignit√† che meritano. Un cordone ombelicale con i torinesi che deve continuare nel tempo, in un dialogo continuo tra una redazione che vive sul campo ogni giorno, tra voi e con voi. Grazie davvero a tutti.

Beppe Fossati

 

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