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Torino: un centro sportivo al posto del campo occupato dai rom in lungo Stura

Il progetto che potrebbe far risorgere il lungo Stura Lazio è pronto da anni, messo a punto in ogni dettaglio da una cordata di professionisti e imprenditori, e prevede la costruzione di un centro sportivo integrato proprio dove ora sorge il campo rom. Su quel terreno, che appartiene ad una società di privati, dovrebbero essere costruiti quattro campi da calcetto, una palestra e una piscina ultramoderna coperta d’inverno e scoperta d’estate. Eppure, nonostante il parere favorevole dell’allora assessore all’Urbanistica, Mario Viano, i lavori che nel 2009 sembravano imminenti non sono mai partiti.

E dire che il proprietario si era impegnato molto, continuando ad investire tempo, competenze e denaro su un progetto di cui si parlò per la prima volta nel 2004. Ha trovato costruttore, finanziatori e gestori del futuro polo dello sport. Un centro che – prevedeva l’accordo con Palazzo Civico – una volta realizzato sarebbe entrato nel patrimonio del Comune, che in cambio avrebbe dato alla cordata la gestione degli impianti per alcune decine di anni. Un’operazione con cui avrebbero guadagnato tutti, a partire dai cittadini e dai bimbi delle scuole che avrebbero potuto utilizzare le strutture negli orari stabiliti in accordo con l’amministrazione.
La bozza definitiva del progetto, con tanto di piantine, rendering , studi geologici e indagini idrauliche allegati, ha accolto il parere favorevole dell’assessore Viano, che in una lettera dell’11 settembre 2009 ha trasmesso il dossier all’Ente Parco, all’assessorato allo Sport e all’Ambiente del Comune e a quello dei trasporti della Regione. Viano, con la missiva, chiedeva ai colleghi di esprimere una valutazione preventiva su un progetto che lui stesso definiva «di notevole interesse». Alla lettera sono seguiti altri incontri e si sono superate le difficoltà emerse nel frattempo, tra cui il delicato problema di assicurare la quiete degli uccelli migratori che nidificano sulle sponde. Gli stessi che ora vengono affumicati dai falò di cavi in plastica accesi ogni sera dai rom. Poi, però, tutto si è fermato.

L’assessore Ilda Curti, subentrata a Viano, ammette di «non aver ancora preso in mano il progetto», spiega che «in questo periodo di crisi economica tutti sono un po’ più cauti», ma assicura che «noi lo seguiamo in modo che quando ci siano le condizioni possa partire, con l’assoluta volontà di proseguire». I proprietari, che il 15 aprile 2008 denunciarono l’occupazione dei terreni in Procura, intanto, restano padroni di un terreno che non possono usare.

 

 

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