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Cronaca

L’addio del “Trota” al Pirellone dopo il video dell’autista

Tutto si può dire fuorché non abbia seguito le orme del padre. A cinque giorni esatti dalle dimis­sioni di Umberto, anche il giovane Renzo ha optato per il «passo indietro». Per «il movimen­to », spiega il più giovane dei Bossi. Perché «do l’esempio. È giusto e opportuno farsi da parte ­aggiunge -, anche se non sono indagato». Il ram­pollo di Gemonio dunque annuncia l’addio al Pirellone (le dimissioni ufficiali arriveranno oggi), dove nel 2010 si era conquistato una poltrona da consigliere regionale e uno stipendio da oltre 12mila euro al mese tra rimborsi e indennità. Quello che i verbali degli interrogatori e le telefo­nate intercettate nell’ambito delle tre inchieste che lo vedono coinvolto (anche se non indagato) non erano riusciti a fare, lo hanno fatto i filmati realizzati dal suo (ex) autista di fiducia nonché guardia del corpo Alessandro Marmello.
Proprio quel bodyguard che per anni ha protet­to il “Trota” da giornalisti invadenti e intervi­ste poco gradite, lo ha infatti ripreso mentre con nonchalance, convinto di essere al sicuro all’interno della sua auto, intascava i soldi del partito che lo stesso Marmello provvedeva a consegnargli. Insomma, una figuraccia che al “Trota” è costata cara, le dimissioni. Che nem­meno le parole amorevoli di papà Umberto («Ha fatto bene a dimettersi. Erano due mesi che mi diceva che era stufo di stare in Regio­ne ») sono riuscite a contenere.

IL PIT STOP DI RENZO
Il sistema di “rifornimento contanti”, raccon­tato al settimanale Oggi dall’ex guardia del corpo, era semplice: Bossi Jr. presentava a Marmello scontrini e fatture (di tutti i tipi) e lui, l’autista, passava a prelevare da via Belle­rio. Fino a mille euro alla volta – racconta -, più volte al mese. Una routine che avrebbe messo in difficoltà perfino l’autista tuttofare.  

L’articolo di Federica Mantovani e altri particolari su CronacaQui in edicola il 10 aprile

 

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