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Agguato a Musy, occhi puntati su casco e scarpe

Il volto non si vede. Anche il giovane archeologo vicino di ca­sa di Musy, ossia la persona che ha risposto al videocitofono quando l’attentatore ha suonato per farsi aprire il portone dicen­do «Devo consegnare un pacco», avrebbe difficoltà a descrivere quel viso celato dalla visiera del casco. Dunque, bisogna concen­trarsi su altri aspetti, almeno per quanto concerne quel poco che le immagini delle telecamere di sorveglianza, con la conseguen­te risoluzione, possono permet­tere di discernere.
IL CASCO
Il primo elemento è il casco: nero con una vistosa decorazio­ne bianca, si tratterebbe di un modello “Nano Jet” della marca “Acerbis”. Un classico modello da città – adatto per chi si sposta su maxiscooter per esempio – e la macchia bianca che si intravede sul retro sarebbe appunto la scritta “Acerbis”. Non si tratta di un modello molto diffuso, ma certo abbastanza per rendere complicata la ricerca in tutti i negozi di accessori per motoci­clisti.

 

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Per vedere il video dell’aggressore clicca qui

 

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