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Spettacolo

Cesare Pavese diventa un tatuaggio

Il viaggio a Santo Stefano Belbo l’ha messo in agenda per il 9 settembre. «Tre giorni dopo il mio compleanno, che coincidenza». E nelle Langhe, Irene Nonnis ci andrà con il volto del suo artista preferito tatuato sul braccio destro. Un ritratto particolare, non trattandosi del viso di un cantante o di un divo del cinema, ma di quello dello scrittore Cesare Pavese. Un amore raro per una ragazza di 22 anni. «È il più grande. Un artista libero, che ha sempre scritto senza moralismi o remore, oltre che un grande traduttore», scoperto tra le pagine più intime de “Il mestiere di vivere”. Il suo viaggio «nei luoghi di Pavese» è iniziato dalla fine, dalla stanza dell’albergo Roma dove scelse di togliersi la vita nel 1950. «Nel suo diario mi sono molto riconosciuta» racconta Irene, difendendo anche «il cora g­gio di farla finita» del suo scrittore preferito. Un «mito» che ha fatto proseliti anche tra alcuni amici della giovane estetista di Imperia, che sogna Londra e con non poca timidezza, un futuro da scrittrice. «Ne ho “convertiti” almeno una decina, ma molti di loro non sapevano nemmeno chi fosse».

 

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