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Attacco alla polizia, indagati 46 No Tav: «Come in guerra»

Quarantasei indagati, cinque in più rispetto a quelli indicati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso 26 gennaio dal giudice per le indagini preliminari Federica Bompieri. Alcune po­sizioni sono state nel frattempo stralciate, altri nomi sono stati aggiunti ai precedenti. Ai reati di minacce e lesioni, inizialmente contestati dal procuratore aggiunto Andrea Beconi e dai sostituti Manuela Pedrotta, Nicoletta Quaglino e Giuseppe Ferrando, si aggiunge adesso anche il danneggiamento. A partire da questo momento, i difensori dei 46 inda­gati avranno a disposizione i tradizionali venti gior­ni di tempo per depositare memorie o chiedere un interrogatorio.
Il blitz della polizia era scattato all’alba, in 26 erano finiti in manette e ad altri quindici personaggi era stato notificato un obbligo di dimora. Quarantuno nomi, nel frattempo divenuti 46, corrispondenti ai presunti artefici degli scontri di marca No Tav avve­nuti nei pressi del cantiere “La Maddalena”, a Chio­monte, il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno. «Sembrerebbe quasi trattarsi – aveva sottolineato il gip nella propria ordinanza – delle regole di un gioco di ruolo di guerra ambientato in un contesto in parte medioevale, se non fosse che tutto quanto descritto lo si ritrova messo in pratica nelle giornate del 27 giugno e del 3 luglio». Giornate, quelle, nelle quali furono più di cento gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri.

 

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