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Marzo nero per l’auto: le vendite affondano, Fiat precipita a -35,6%

Le previsioni di Sergio Marchionne e degli operatori sono state rispettate: il mercato dell’auto in Italia a marzo è affondato, con un crollo verticale delle vendite (-26,7%), scivolate a quota 138.137 dalle 188.495 di un anno fa. Un risultato, come ha fatto notare il Lingotto, che ci riporta indietro di 32 anni: era infatti dal marzo del 1980 che non si vendevano così poche auto. Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa) sono così precipitate del 35,6% a 35.942 unità: un anno fa erano state 55.087. In calo anche la quota, scivolata al 26,03% dal 29,61% di marzo 2011 e dal 28,31% di febbraio.

Secondo la Fiat, questo risultato «è stato fortemente condizionato» dallo sciopero delle bisarche, terminato solo il 28 marzo. «La quota di mercato – si legge in una nota della Fiat – rispetto alla concorrenza è stata fortemente influenzata dal fatto che Fga, producendo in Italia, ha dovuto chiudere in più occasioni i propri impianti. Sono oltre 8mila le immatricolazioni perse sul mercato italiano, che verranno parzialmente recuperate nei prossimi mesi».

Pesante la battuta di arresto per Alfa Romeo: i volumi sono scesi del 45,59% a 3.889 unità (erano 7.148 a marzo 2011) e la quota si è attestata al 2,82% dal 3,79% dello stesso mese di un anno fa. Giù anche le vendite Lancia (-28,87%), passate dalle 9.124 vetture vendute a marzo 2011 a 6.490 unità, con la quota che passa dal 4,84% al 4,7%. Il marchio Fiat si è fermato a 24.900 auto immatricolate, in calo del 36,08% rispetto alle 38.953 di un anno fa. Si assottiglia anche la quota, in calo al 18,03% rispetto al 20,67% di marzo 2011. L’unica nota positiva arriva da Jeep: le vendite sono cresciute del 13,92% (663 unità contro le 582 di un anno fa) e la quota è cresciuta allo 0,48%.

Intanto quella che si è aperta è una settimana intensa per il gruppo Fiat: mercoledì e giovedì, infatti, sono convocate al Lingotto le assemblee degli azionisti della Spa e di Industrial, che dovranno deliberare sul bilancio 2011 e sulla composizione dei nuovi consigli di amministrazione. In sede straordinaria i soci delle due società dovranno anche dare il via libera alla conversione delle azioni privilegiate e di quelle di risparmio in ordinarie. Il bilancio 2011 si è chiuso per il gruppo Fiat-Chrysler con ricavi pari a 59,6 miliardi di euro e un risultato della gestione ordinaria di 2,4 miliardi, in entrambi i casi al di sopra dei target. L’utile netto è stato pari a 1,7 miliardi (0,7 miliardi al netto delle componenti atipiche). Sarà proposta la distribuzione di un dividendo di 40 milioni per le azioni privilegiate e risparmio. Il bilancio consolidato di Industrial, nel suo primo anno come società quotata, presenta ricavi pari a 24,3 miliardi di euro (+13,8%), un utile della gestione ordinaria di 1,68 miliardi, 600 milioni in più del 2010 e un utile netto consolidato pari a 701 milioni a fronte dei 387 del precedente esercizio. Agli azionisti sarà proposto un dividendo totale per il 2011, per le tre classi di azioni, di 240 milioni di euro. La settimana si chiuderà con il cda di Exor, la holding del gruppo Agnelli, che approverà i conti 2011 e proporrà l’entità del dividendo per gli azionisti.

Filippo De Ferrari

 

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