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Cronaca

Monti: “All’estero grande attesa sulla riforma del lavoro”

“All’estero si aspetta di vedere che esito avrà la riforma del lavoro, c’è molta attesa su quello che accadrà in Parlamento”. A dirlo, da Pechino, il premier Monti che prosegue il suo viaggio in Asia. Monti ha sottolineato inoltre che la recessione non comporterà la necessità di un’altra manovra e che non deve “fermare le riforme”.

Intanto, dall’Italia, torna sulla riforma del lavoro anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero. “Abbiamo portato avanti, con i sindacati, sempre un dialogo sincero. Non abbiamo mai dato una impostazione ideologica alla discussione. Non abbiamo mai messo l’articolo 18 sotto un faro ideologico” ha detto ospite di Radio Anch’io, a proposito delle trattative con le parti sociali.
“Abbiamo lavorato per tre mesi e abbiamo avuto tante ore per costruire la riforma. Siamo arrivati a fine percorso in cui c’erano tutte le parti meno una, la Cgil, d’accodo con quanto scritto nel documento, inclusa la parte sulla flessibilità in uscita. C’era l’accordo di tutti salvo che della Cgil. Se poi si è cambiato idea governo non poteva metterlo in conto. Cambiare idea è legittimo ma non abbiamo costruito una riforma contro, ma per il consenso”.

Fornero ha ribadito anche il suo personale impegno a sanare entro il 30 giugno la posizione dei lavoratori cosiddetti esodati, che avevano accettato di lasciare le aziende in crisi pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, mentre la riforma previdenziale che aumenta i requisiti anagrafici li lascia senza pensione e senza lavoro. Sul tema i sindacati hanno convocato uno sciopero generale unitario per il 13 aprile.

“I conti li abbiamo fatti un mese fa, servono criteri equi – ha detto – mi sono impegnata a trovare una soluzione entro 30 giugno, cioè trovare le risorse per consentire al più ampio numero di persone di questa categoria di poter accedere alla pensione secondo le regole precedenti, spero di fare prima”.

“Mi stupisco quando vengo descritta senza cuore, non lo sono” ha detto ancora rispondendo a una domanda sulla “spaccatura” del Paese. “L’idea che ci sia così tensione sociale, così disperazione fino ad arrivare a gesti estremi mi crea angoscia, l’idea che il governo e il ministro sia insensibile, non lo è. Anche se appariamo freddi e tecnici ci mettiamo sensibilità, spaccare il Paese è l’ultima cosa che vogliamo fare”.

 

 

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