img_big
News

I documenti delle Br venduti a 17mila euro: «Offesa alle vittime»

«Hanno ucciso Moro per la seconda volta». È stata questa, ieri a Milano, la prima dichiarazio­ne di Giovanni Berardi, figlio del maresciallo Rosario, assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978. Rabbia, dolore e indignazione, davanti alla sede milanese di Bolaffi dove venivano banditi all’asta 17 volantini delle Brigate rosse, volantini poi aggiudicati per 17mila euro. «Dovevano acquisirli le istituzioni – ha gridato Berardi, che teneva in vista l’edizione straor­dinaria della Gazzetta del Popolo con il titolo a nove colonne “Hanno rapito Moro scorta sterminata” -, in questo modo calpestano la memoria di 500 morti e di oltre 5mila feriti. I terroristi adesso sono in Parlamento, al Comune di Milano e al Comune di Torino. Questi documenti dovevano essere acquisiti dal ministero dei Beni Culturali o dell’Interno».
Invece quei documenti, tra cui il famigerato comunicato numero 6 dell’aprile 1978 in cui viene annun­ciata la condanna a morte di Aldo Moro, dopo due corde di violino con dedica di Niccolò Paganini (8mila euro), una copertina di “Play Boy” firmata da Andy Warhol, documenti auto­grafi di Hitler e Saddam Hussein, un telegramma di Einstein, una foto di Tognazzi da giovane e altri 242 articoli più o meno ricercati, sono stati assegnati dopo una serie di rilanci alla cifra di 17mila euro. Ad aggiudicarselo, tramite offerta telefonica, la Biblioteca di via Del Senato, di Marcello Dell’Utri, di cui è notoria l’attività di bibliofilo.

 

Tutti i particolari su CronacaQui in edicola il 30 marzo

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo