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Spettacolo

Rocco Papaleo: “Torino mi piace, è della mia misura”

Si racconta così, con gag sur­reali, versi poetici, storie buffe e romantiche. Trovato il suo spazio vitale, tra musica e parole, Rocco Papaleo si libera sul palco come un fiume in piena, dà sfogo a riflessioni esistenziali, in un collage di suggestioni e risate. È “Una piccola impresa meridiona­le”, la sua, uno spettacolo di teatro – canzone, che si realizzerà nella sua incessante enfasi, domani alle 21, al Teatro Colosseo, ovviamen­te verso il sold out. Salito con un po’ di imbarazzo sul palco dell’Ariston, spalla di Gianni Mo­randi nella conduzione dell’ulti­mo Festival di Sanremo, Rocco ora impazza ai botteghini con “È nata una star?”. Intanto continua la sua recita, mai stanco di cambiare ruo­lo, da comico a regista, passando per cantante. Inventa e si reinven­ta, con quella sobrietà che di lui fa innamorare.
Dove nasce l’idea dello spetta­colo?
«La mia è un’impresa di intratte­nimento, che trae spunto da ciò che ho visto in tutti i giorni della mia vita: ci sono letture, incontri, autobiografismo».
Non rinuncia mai alla sua ama­ta musica…
«È per me come la “spezia” princi ­pale dell’esistenza, senza cui nul­la ha sapore. Esalta tutto il resto. La mia vita ha una colonna sonora incessante, che varia nel tempo».
Cinema, tv, teatro, qual è la sua dimensione ideale?
«Tutte mi contengono, sono gran­di, capienti, devi solo entrarci e farti trasportare, le devi assecon­dare. La mia dimensione ideale è quando faccio l’amore. È il mo­mento preferito della mia vita, li­bera i sensi».
Come ha vissuto l’esperienza sanremese?
«L’ho vissuta attraverso tutti i cli­mi: l’emozione, la fase della ne­vrosi, quella in cui non mi sono sentito all’altezza e quella in cui invece ero a mio agio. Ho avuto uno splendido e fugace rapporto con tutti. È stata una schizofrenia sana, non ho mai perso la concen­trazione, tranne l’ultima mezz’ora, sono finito in un vuoto cosmico, volevo solo andare al ri­storante e amoreggiare con la ra­gazza che mi aspettava».
Lo rifarebbe?
«Forse, ma ora ho ancora lo stoma­co pieno».
Oggi quale ruolo vorrebbe inter­pretare?
«Vorrei andare in alto mare rispet­to alla spiaggia del mio modo di vivere, la recitazione è un gioco, tocca anche fare il cattivo: vorrei fare il serial killer».
Il suo sogno più grande?
«È quello dell’i nn am o ra m en to . Incrociare una donna con cui completarmi. Ogni mattina mi sveglio e penso “chissà se la in­contrerò”».
Che rapporto ha con Torino?
«È della mia misura, mi sta como­da, mi piace. Sono già andato in agenzia immobiliare».
Biglietti da 22,40 euro a 30,60.

 

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