img_big
Cronaca

Lavoro, un altro rinvio: «C’è l’accordo di massima ma l’art. 18 divide ancora»

Quella di ieri doveva essere una giornata decisiva per la riforma del lavoro, ma servirà un supplemento di tempo. La riunione finale, ha annunciato il presidente del consiglio al termine dell’incontro con i sinda­cati, si terrà oggi alle 16 a Palazzo Chigi. E in questa occasione, ha spiegato il premier, verranno presentati «i testi e si stenderà il verbale». Aprendo l’incontro con le parti sociali, Monti aveva annunciato che le posizioni di accordo e disaccordo verranno messe a verbale e tutto verrà poi portato in Parlamento, che «rimane l’interlocutore principale del governo», dove avverrà la discussione. Il ministro del Welfare, Elsa For­nero, dal canto suo ha promesso che «il dialogo non si chiude» con l’incontro di ieri, ma continuerà per la scrittura delle norme. E ha illustrato le basi su cui si discuterà. Ha parlato di contratti («quello a tempo indeterminato diverrà dominante»), e affrontato il nodo dell’articolo 18 («reintegro solo per i licenziamenti discriminatori»). Fino ad ora, ha ricor­dato Monti, «tutte le parti hanno fatto delle rinunce rispetto agli obiettivi iniziali». E la riforma illustrata dal ministro Fornero – ha proseguito il premier – ha ottenuto il «consenso di massima». Monti confida che la riforma «possa contribuire veramente a dare una prospettiva di sviluppo all’economia italiana, a vantaggio dei giovani», assicurando che si stanno compiendo «passi verso un mercato del lavoro meno segmentato». Ma c’è ancora un nodo da sciogliere, quello più spinoso, che riguarda l’arti­colo 18. A questo proposito, il premier ha ricordato che è stata accertata la posizione di ciascuna delle parti sociali «che ci ha portato a concludere che tutte acconsentono all’articolo 18 nella nuova formulazione, ad eccezione della Cgil che ha manifestato una posizione negativa».

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo