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Torino, travolto e ucciso sulle strisce: inchiesta bis sugli spacciatori

I presunti rapporti allac­ciati con i pusher torinesi, le aree dello spaccio frequentate durante le trasferte nel capo­luogo piemontese, le tipolo­gie di stupefacente acquistate durante quelle trasferte. Sono i temi affrontati ieri mattina dal sostituto procuratore Ga­briella Viglione con Alessan­dro Cadeddu e Francesco Grauso, i due valdostani finiti in galera con l’accusa di aver investito e ucciso il piccolo Alessandro Sgrò, il bambino di sette anni travolto in corso Peschiera, a Torino, mentre attraversava sulle strisce pe­donali insieme con i genitori. Grauso, assistito dall’avvoca­to Sandro Sorbara di Aosta, nei prossimi giorni potrebbe in realtà essere trasferito in una comunità per il recupero dalla tossicodipendenza. La sua compagnia assicurativa, nel frattempo, avrebbe già fornito la disponibilità al ri­sarcimento del danno nei confronti della famiglia Sgrò: la cifra al momento indicata per la morte del piccolo, an­che se ancora provvisoria, sfiorerebbe il milione di euro. Una parte consistente del ri­sarcimento sarebbe stata co­munque già versata.

 

I particolari su CronacaQui in edicola il 21 marzo

 

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