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Cronaca

Riforma del lavoro, ultimo round governo-parti sociali

E’ finito il pre-vertice tra governo e parti sociali in vista dell’incontro di oggi che dovrà definire la riforma del lavoro prima che questa sbarchi alle Camere. Soddisfatto il presidente di ReteImprese Italia Marco Venturi, che commenta: “Sono stati compiuti passi avanti”.

Disoccupazione, restano differenziati i contributi delle imprese
I contributi delle imprese per la disoccupazione dovrebbero restare differenziati a seconda del tipo di azienda, con quelle industriali che pagano l’1,3% della retribuzione e quelle artigiane che mantengono lo 0,40% sul monte salari. Il direttore generale della Confindustria Giampaolo Galli dice che questo è emerso dall’incontro al ministero. In questo modo, secondo Galli “si è attenuato l’universalismo iniziale con il quale era stato presentato il progetto”.


ReteImprese Italia: accordo più vicino
Il primo commento positivo, al termine dei lavori, è arrivato dunque dal presidente di ReteImprese Italia Marco Venturi, che ha detto: “Sono stati compiuti passi avanti. Per noi, l’accordo è più vicino”. Insieme con il gruppo di Venturi, a confrontarsi con il governo c’erano Confindustria e l’Abi, oltre naturalmente ai sindacati.

Susanna Camusso fa il punto con la segreteria Cgil
Dopo l’incontro, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso ha raggiunto la sede del sindacato di Corso d’Italia con gli altri componenti della segreteria nazionale. La leader del sindacato sta facendo il punto sullo stato della trattativa della riforma in attesa del tavolo di oggi a Palazzo Chigi.


Articolo 18, il nodo del contendere

Il punto di maggior contrasto del confronto era l’articolo 18. Anche se i sindacati avevano detto di preferire puntare l’attenzione sull’intera partita – contratti e ammortizzatori sociali compresi -, a dividere è l’intenzione di toccare i licenziamenti disciplinari, anche prevedendo la possibilità che sia il giudice a decidere tra reintegro o indennizzo. Raffaele Bonanni, leader Cisl, propone che, in questo caso, si alzi “l’asticella” dell’indennizzo e si specifichino le causali nel contratto di lavoro. Una soluzione “ragionevole” che potrebbe “fermare” il governo, comunque intenzionato ad intervenire sulla materia.

Ma la Cgil di Susanna Camusso non la ritiene accettabile e ribadisce di essere disposta al massimo a mediare sulla possibilità che nei soli licenziamenti economici si lasci al giudice il potere discrezionale. La Uil di Luigi Angeletti disponibile a intervenire sui licenziamenti economici, ha detto che i licenziamenti disciplinari non si toccano, mentre ha sempre sostenuto la necessità di specificare le causali.

 

 

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