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Fino a 5mila euro in più a cittadino: la benzina vola oltre i 2 euro al litro

 Costerà circa 5mila euro a con­tribuente piemontese il pacchetto di aumenti che si apprestano ad arrivare nel corso del triennio 2012-2014. Questo senza contare l’aumento della benzina, che in questi giorni ha raggiunto la soglia record di 2 euro al litro, e l’infla­zione, che a febbraio è cresciuta comunque del 3,3 per cento a causa dei trasporti e delle spese legate all’abitazione.
Per le tasche dei torinesi, insom­ma, il periodo non è dei migliori. E non è detto, tra crisi generale, dei consumi e dell’occupazione, che la situazione sia destinata ad an­dare meglio nei prossimi mesi, quando è attesa una contrazione del prodotto interno lordo, che secondo l’ultimo rapporto dell’Ires Cgil, è destinato a scen­dere di due decimi di punto.

Il conto del riassetto dei bilanci dello Stato è la voce più significati va. In base a un recente calcolo dell’ordine dei commercialisti, nel triennio iniziato con il 2012 il maggior carico fiscale crescerà progressivamente. In Piemonte si parte dai 4 miliardi di euro per l’anno in corso, si passa ai 6 mi­liardi previsti per quello successi­vo e ai 6,5 miliardi preventivati per il 2014. Un conto di circa 16 miliardi di euro complessivi cioè l’8 per cento del totale nazionale. Ognuno dei circa 3 milioni e 300mila contribuenti piemontesi si troverà quindi a pagare in media 1.200 euro in più nel 2012, circa 1.800 euro nel 2013 e oltre 1.900 euro l’anno successivo. Sono cifre al netto delle varie detrazioni e deduzioni fiscali.

Un altro salasso è quello che in­tanto sta colpendo gli automobili­sti: è di questi giorni la notizia del superamento di quota 2 euro al litro per la verde, con il diesel che ormai “veleggia” sicuro verso 1,8 euro al litro. L’aumento è stato del 18 per cento da gennaio dello scorso anno per la benzina, oltre il +25 per cento quello del gasolio. Una parte importante del prezzo dei carburanti finisce nelle casse dello Stato: il 52% del prezzo della benzina e il 56% di quello del gasolio sono tasse, con l’Italia che, quanto a prezzi finali, ha ormai raggiunto il primato a livel­lo europeo.
Altre voci del bilancio delle fami­glie hanno un peso crescente: l’in­flazione di febbraio ha raggiunto il +3,3%, ma i beni acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie hanno subito un rincaro medio di 4,5 punti. A pesare sono ancora le spese per l’abitazione: il mese scorso il gas ha messo a segno un aumento del 15,8%, il gasolio per riscaldamento del 14,4%. In cre­scita anche l’energia elettrica, sa­lita di quasi 10 punti percentuali, e i combustibili solidi (+9,3%), a cui si sommano i prezzi della raccolta delle acque di scarico (+8,1%), della fornitura di acqua (+7%), mentre gli “altri servizi per l’abitazione” hanno fatto segnare un incremento del 4,4%.

 

 

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