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Cronaca

La Fiom scende in piazza a Roma, Landini attacca Marchionne: “Basta autoritarismo”

E’ partito il corteo della Fiom che da piazza della Repubblica raggiungerà piazza S.Giovanni, per la manifestazione nazionale organizzata con lo slogan ‘Democrazia al lavoro’. In testa al corteo il segretario generale delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. I metalmeccanici della Fiom scioperano oggi otto ore per dire ‘no’ alle scelte della Fiat, per difendere i diritti e l’art.18. In piazza è atteso anche il movimento No Tav.

“Reddito, diritti, audit” contro il governo dell’austerità. Dietro questo striscione, circa 300 studenti sono partiti dalla Sapienza a Roma per aderire alla manifestazione della Fiom. I giovani, tra i quali anche alcuni sostenitori dei No Tav ed esponenti dei centri sociali, raggiungeranno piazza della Repubblica per confluire nel corteo dei metalmeccanici diretto a S.Giovanni.

Napolitano: “Necessario atteggiamento aperto”
“E’ necessario un atteggiamento aperto verso le modifiche tenendo fermi i principi di rispetto dei diritti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando della riforma del mercato del lavoro. “Insisto sulla necessità di una visione aperta alle esigenze di rinnovamento”, ha aggiunto.

Sulla riforma del lavoro c’é una trattativa, c’é un negoziato ed ormai lo si può definire così”, visto che “si sta entrando nel merito e non sono solo conversazioni”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha definito lo stato degli incontri sulla riforma del lavoro spiegando che adesso si dovranno vedere “i punti di ricaduta”.

Rissa davanti a liceo: tre feriti
Sono tre gli studenti rimasti feriti durante una rissa davanti al liceo Righi di Roma avvenuta mentre alcuni studenti di sinistra volantinavano in occasione del corteo della Fiom. Stamani, in concomitanza con l’inizio delle lezioni alcuni studenti di destra e sinistra si sono affrontati. Durante la colluttazione tre studenti sono rimasti feriti e sono stati trasportati al Policlinico Umberto I dai sanitari del 118. Due di loro sono in codice giallo e uno in codice verde.

Landini a Marchionne: “Basta autoritarismo”
 ‘Si renda disponibile a riaprire una trattativa vera, a fare investimenti concreti in Italia e soprattutto a garantire le liberta’ sindacalì: così il leader Fiom, Maurizio Landini, si rivolge all’ad Fiat, Marchionne, a cui dice di ‘smetterla di avere un atteggiamento autoritario. E’ una logica sbagliata, che non va da nessuna parté. “L’idea che le aziende funzionino impedendo ai lavoratori di scegliere il sindacato che vogliono non è utile” afferma Landini, aprendo il corteo della Fiom. E sempre rivolto all’Ad di Fiat, il segretario generale della Fiom sostiene che “dovrebbe smetterla di avere un atteggiamento autoritario verso i lavoratori: non assumere chi è iscritto alla Fiom a Pomigliano o impedire ai tre lavoratori di Melfi ingiustamente licenziati di entrare in fabbrica è una logica sbagliata che non va da nessuna parte”.

“Mi auguro sia possibile trovare un accordo” sulla riforma del mercato del lavoro “e la manifestazione di oggi dice proprio che accordo vogliamo: noi chiediamo al governo che tolga dal tavolo l’articolo 18”. Lo afferma il leader della Fiom, Maurizio Landini, sfilando al corteo dei metalmeccanici. “Non è facilitando i licenziamenti che si rivolve il problema. C’é, invece, il problema della riforma degli ammortizzatori sociali e significa estendere la Cig a tutti facendo pagare le imprese che oggi non pagano”, afferma.

La manifestazione di oggi dei metalmeccanici della Cgil rappresenta ‘un grande risultato. Poi le forze politiche devono assumersi le proprie responsabilita’ e mi auguro recuperino la capacità di ascoltaré. Così il leader della Fiom, Maurizio Landini, risponde a chi gli chiede della scelta del Pd di non partecipare al corteo. ‘I partiti facciano il loro mestiere rappresentando anche gli interessi di chi lavora, che e’anche la parte del Paese che paga le tasse e fa andare avanti il Paese per tutti. Ascoltarli sarebbe utile’. “Vogliamo fare una politica sindacale che metta al centro il lavoro, anzi chiediamo al Paese che il lavoro diventi un interesse generale, per dare un futuro ai giovani e cancellare la precarietà”, spiega Landini. “Se le forze politiche che si richiamano a sinistra sono in grado di recuperare una rappresentanza del lavoro non può che far bene, perché preoccupa, in questa fase, la distanza che si sta creando tra le gente comune e la politica in quanto tale, perché la gente comune non si sente rappresentata”.

 

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