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Spettacolo
Da stasera al Nuovo con l’opera di Rostand

Alessandro Preziosi: «Il mio “Cyrano de Bergerac” così popolare e così “lunare”»

Non c’è dubbio: ne ha fatta di strada dai tempi di “Elisa di Rivombrosa”. Attore, regista, direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo, oggi Alessandro Preziosi è a teatro con “Cyrano De Bergerac” di Edmond Rostand, nella doppia veste di regista e interprete, accompagnato in scena da Benjamin Stender, Valen ­tina Cenni, Massimo Zordan, Emilia ­no Masala, Marco Canuto, Giuseppe Tosti , Francesco Civile, Gianni Rossi, Salvatore Cuomo, Sara Borghi, Nata ­sha Truden, Giannina Raspini e Bianca Pugno Vanoni. E da stasera al 18 marzo approda al Nuovo. «Recitai per la prima volta in questa comme­dia nel 1997», ricorda. «Rappresen­tarla oggi, per me, è rendere omaggio al teatro».
Il pubblico fin’ora è rimasto entu­siasta. Qual è la ricetta del successo di questo allestimento?
«L’onestà umana che accomuna tutti i professionisti coinvolti nello spetta­colo. Alla base e alla testa della pira­mide ci sono persone che non lascia­no nulla di intentato dal punto di vista umano, produttivo e recitati­vo».
Com’è il suo Cyrano?
«È un Cyrano più popolare. Le luci sono quasi da car­toon Disney e la sce­nografia, nel finale, diventa lunare».
Che cosa invidia al suo personaggio?
«La dignità, la fierez­za e l’orgoglio. È un modello da imitare anche ai giorni no­stri».
Ha qualcosa in co­mune con il cele­bre poeta e spadac­cino?
«L’amore per la poesia, che non è legato alla parola, ma alla situazione poetica capace di fare sognare. L’equi ­valente per un attore è l’estasi recitati­va, che conosco perfettamente».
Cyrano è una commedia tenera. Lei è un uomo romantico?
«Sì, più della media. Nel senso che spesso l’uomo è un romantico passi­vo, io invece sono un romantico atti­vo ».
Che impegni l’aspettano nei prossi­mi mesi?
«La costruzione di questo cantiere immaginario che sto per mettere in piedi in qualità di direttore del Teatro Stabile di Abruzzo. E poi uscirà al cinema “Il volto di un’altra” di Pappi Corsicato, in cui recito accanto a Lau­ra Chiatti, Lino Guanciale e Iaia For­te.
È una commedia ironica e diver­tente, ambientata in una elegante cli­nica di chirurgia estetica. Laura veste i panni di Bella, conduttrice di un famoso programma sulla chirurgia plastica, io interpreto suo marito An­drea, chirurgo plastico che nello stes­so programma effettua gli interventi sugli ospiti».
C’è qualcosa che le manca a livello professionale?
«La possibilità di dipingere la genera­zione dei giovani in maniera vincen­te. I film e il teatro di oggi si ostinano invece a rappresentare i giovani come degli inconcludenti».
Ci racconta com’è la sua vita “nor­ male”?
«Mi godo la vita: ho la fortuna di poter fare quello che voglio quando non lavoro. Mi piace stare con i miei figli, camminare e leggere».
Da cittadino italia­no, che cosa la preoccupa di più della situazione del nostro Paese?
«Sono ottimista: vi­viamo nel Paese più bello del mondo. Certo, c’è una situa­zione allarmante. Ma sono anni che ci dicono che lo scenario è difficile e poi alla fine ce la facciamo sempre. Detto questo, come cittadino italiano, mi piacerebbe ci fosse più trasparenza».
Figlio di avvocati, dopo essersi lau­reato con 110 e lode in Giurispru­denza, ha frequentato l’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Che ricordi la legano alla nostra città?
«Ne avrei dieci mila. Per me Milano è come Parigi e New York, un sogno. Ricordo i tram 1 e 33 di notte, la primavera improvvisa, l’amabilità e la professionalità della gente e la te­stardaggine degli anziani. E soprattut­to, il teatro e la Scala».
Piazza San Babila, tel. 02/794026, biglietti: da martedì a venerdì, da 30 a 36 euro; sabato sera e domenica po­meriggio, da 34 a 40 euro, www.tea­tronuovo.it.
 

 

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