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Il Borghese

Tanto paga Pantalone. Cioè tutti noi

La signora, esile e gentile, per trent’anni esatti si è presentata alla posta per ritirare la pensione della madre. Una delega infinita, segno ­anche – di una salute di ferro dell’anziana genitrice. Peccato che fosse tutto falso, delega, certificato di buona salute e persino il garbato chiacchiericcio con conoscenti e impiegati sull’esistenza della cara congiunta. La madre era viva solo per l’Inps e la figliola, ormai ultra settantenne, si è goduta la pensione fino a che la guardia di finanza ha bussato alla sua porta.

Bottino, più o meno duecento mila euro. E poi c’è il nipote pio. Pio al punto di far resuscitare il nonno quando si è trattato di firmare il modulo necessario a spostare l’accre­dito della pensione da una banca all’al­tra. Firma falsa, ovviamente, come false erano le dichiarazioni sullo stato di salute del de cuius: l’anziano era morto da dieci anni. Due storie emblematiche di quanto si possa essere cialtroni. Due su 123 rese note nell’ultima retata delle fiamme gialle a Torino e provincia. So­rella, la retata, di altre già chiuse o semplicemente da confezionare affin­chè abbiano dignità di stampa. Da Mi­lano a Siracusa, da Trento a Napoli. Così ai falsi invalidi, agli assegni di ac­compagnamento fasulli, ai rimborsi gonfiati per frodare Stato e compagnie assicurative, adesso sta affiorando un altro sport nazionale: quello di tenere in vita i congiunti dando una mano con­sistente alle statistiche che ci dicono che siamo un paese sempre più longevo.

E il lato oscuro di queste vicende è che a frodare l’ erario non sono i malfattori, ma gli uomini e le donne della porta accanto. Quella sfilata a volte grigia di volti che si accompagna al buongiorno e al buonasera. Malfattori? Purtroppo non c’è altra parola. E non solo perchè adesso viviamo con il tricolore rattop­pato dal cerotto “Salva Italia”, ma per­chè queste pecore nere rendono tutto il gregge meno immacolato. Dice bene, il finanziere che si occupa delle relazioni con la stampa, quanto titola l’opera­zione “Pantalone”. Perchè Pantalone è il simbolo di uno Stato che viene fatto fesso insieme a tutti i suoi cittadini, depredato ogni giorno ai vertici come alla base. Maxi stipendi ai superma­nager e piccoli raggiri alle gente co­mune. Un viatico che ci ha portati dove siamo, con le braghe rotte e tanta rabbia per i soldi buttati via, sprecati, rubati, raggirati con mille artifizi.

Nel 2011 la spesa previdenziale è stata di 176 mi­liardi di euro, qualcosa come il 30 per cento dell’intero bilancio nazionale. E in questa cifra ci sono i pensionati veri, gli invalidi veri e i cialtroni. Resta da capire quanto valgano questi ultimi. A Torino, solo per fare un esempio, i 123 infedeli scoperti dalle fiamme gialle hanno sot­tratto 6 milioni. Più o meno 50 mila euro a testa. Sembra una bazzecola, ma non lo è. Dimenticavo: lor signori non sono evasori intesi come li intendiamo noi, specialisti dello scontrino fantasma o della dichiarazione anoressica. Loro mi­litano in un’altra categoria: sono le talpe che scavano le loro piccole, ma letali gallerie nella montagna delle risorse erariali. Una specie protetta, per troppo tempo.

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

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