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San Siro apre a Ligabue per due notti rock’n roll

Luci a San Siro per celebrare il doppio anniversario di Ligabue: 50 anni di vita e 20 di carriera. Tutto esaurito questa sera e biglietti (60-50-42-36-28 euro; ore 21; infoline 02/4805731) ancora disponibili per la replica di domani. Un orologio sul grande monitor del palco scandisce l’ultima mezzora di attesa dopo i con­certi dei supporter, fra cui l’esibizione dei Rio, la band tex-mex di suo fratelloMarco Ligabue. La festa inizia con l’amico-manager Claudio Maioli che esegue una sorta di rito propiziatorio sulle note di “Tacabanda”, la jam ses­sion dell’ultimo disco con il figlio un­dicenne del Liga, Lenny, alla batteria. L’attuale singolo “Quando canterai la tua canzone” apre lo show di Ligabue, che prosegue con altri due estratti dal nuovo album “Arrivederci, mostro!”. Poi la giostra della memoria corre subi­to al debutto nel 1990 con la prima hit “Balliamo sul mondo” doppiata da “Bambolina e barracuda”, anche questa dal disco d’esordio “Ligabue”. L’ul­tima creatura discografica ” Arrivederci, mostro!”, della quale vengono trala­sciati lo sfogo “Caro il mio Francesco” (lettera aperta in musica a Fra nces co Guccini sui “topi” che vi­vono nel mondo musicale) e la struggente “Quando mi vieni a prendere” (dedica ­ta alle piccole vittime della strage in un asilo del Belgio nel gennaio 2009), viene spalmata lun­go tutto il live fino alla chiusura con “Il meglio deve ancora venire”. E fra il meglio promesso dal rocker di Correggio c’è anche il suo terzo film intitolato “Niente paura”, che sarà al cinema il prossimo 10 settembre. Ini­zialmente il titolo doveva essere “Quello che non possiamo avere lo possiamo ballare”, poi è stato scelto il nome di un recente brano del Liga, che sarà attore sotto la direzione di Pier ­giorgio Gay, dopo le due lusinghiere esperienze come regista dei film “Ra­dioFreccia” del 1988 e “Da zero a die­ci” del 2002. Tornando allo spettacolo, la scaletta procede alternando brani immortali come “Certe notti” e recenti come “At­to di fede”. Su “Buonanotte all’Italia” scorrono le ormai immancabili imma­gini di personaggi come Mike Bon­giorno, Totò , Fabrizio De André, Gior­gio Gaber, Vittorio De Sica e natural­mente i giudici-eroi Falcone e Borsel ­lino. Stessa scelta scenografica, in pre­cedenza, a sottolineare “La verità è una scelta” con le foto di altri volti noti della storia italiana e internazionale. Lo show si estende nel prato di San Siro con una passerella che porta Liga­bue in mezzo alla gente per cantare “Libera nos a malo” e una versione acustica di “L’odore del sesso”. Emo­zione a fior di pelle per la fortunata che ogni sera viene ammessa sul palco per godersi “Fuori come va” accanto al suo idolo. Poi via a tutta adrenalina verso il finale con “A che ora è la fine del mondo” e “Urlando con­tro il cielo”, che è l’inno dei tifosi della sua Inter dopo ogni gol dei neraz­zurri campioni d’Italia e d’Europa. I due live offrono anche momenti di malinconia, fra cui la dedica allo scomparso amico giorna­lista Stefano Ronzani con “Il giorno di dolore che uno ha”, e altri di riflessione con il messaggio “E tu sei pronto a pagare per l’acqua” sui monitor alla fine di “Un colpo all’anima”. L’intero concerto è pensato a impatto zero per rispettare l’ambiente, compensando le emissio­ni di anidride carbonica con la creazio­ne di un’area forestale nella zona di Chiricui, a sud-ovest di Panama.Luca Benedetti

 

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