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Spettacolo

La Milano di Walter Chiari rivive nei panni di Alessio Boni

Era appena passato mezzogiorno del 20 dicem­bre 1991 quando lo trovarono in un apparta­mento, il 508 del residence Siloe, via Cesari, zona Niguarda, che occupava da una decina d’anni. Seduto in poltrona, gli occhiali sul naso, la testa appena reclinata, davanti alla tv ancora accesa. Con il cuore di eterno ragazzo che si era fermato. Così, vent’anni fa, usciva di scena Walter Chiari. Senza disturbare. In silenzio. Era nato a Verona, nel 1924, ma con la famiglia si trasferisce presto a Milano. Lui che trova un lavoro come impiegato e passa ore e ore a tirare di boxe (nel 1939 sarà campione lombardo dei pesi piuma) e che per gioco sale sul palcoscenico. La sua prima partecipazione di un certo rilievo è con Marisa Maresca (nel 1946), che gli offre una parte in “Se ti bacia Lola”. Walter non si ferma più. Il teatro, il varietà, il cinema, la radio, la tv, le barzellette, il musical. Delia Scala, Gino Bramieri, Mina, Totò, Renato Rascel, Carlo Campanini, Garinei & Giovan­nini, Sandra Mondaini. La vita affrontata con entu­siasmo. Aggredita. Vissuta sempre sino in fondo. Senza risparmiarsi mai, forse anche per nascondere tristezze e malinconie. Le passioni, le fidanzate, il breve matrimonio con Alida Chelli. Poi nel ’70 il buio della droga con l’arresto e l’accusa di uso e spaccio di stupefacenti che lo terrà in carcere per giorni.

A 20 anni dalla scomparsa si torna a parlare di Walter Chiari, colmando finalmente un lungo oblio sulla sua controversa, ma popolarissima, figura di uomo e di artista. Un film e due libri ne rievocano la vita spericolata, sempre in bilico tra successi e cadute, tra generosità e autodistruzione. Dopo “Walter Chiari, un animale da palcoscenico” (Editore Mediane), dedicato alla sua vastissima opera come attore di cinema, teatro e televisione, arriva ora in libreria il ritratto intimo che il figlio Simone Annicchiarico, talento emergente del video, ha dedicato al padre con il semplice titolo “Walter e io” (Dalai editore). E domenica e lunedì prossimi Raiuno metterà in onda in prima serata la miniserie in due puntate “Walter Chiari, fino all’ultima risata” interpretata da Alessio Boni per la regia di Enzo Monteleone. Tanta Milano nel film, prodotto da Luca Barbareschi: la fiction parte da quando, operaio alla Isotta-Fraschini, grazie alla complicità dell’amica Valeria ( Bianca Guaccero) Chiari conosce la soubrette Sophie Blondel ( Karin Proia) e inizia la stagione dei grandi successi televi­sivi e degli amori “chiacchierati” con alcune tra le grandi stelle dell’epoca: Lucia Bosè (Caterina Misasi) e Ava Gardner (Anna Drijver), e poi, l’amore con Alida Chelli ( Dajana Roncione), giovane attrice che sposerà e che gli darà un figlio, Simone ( Federico Costantini), nato durante il soggiorno in carcere di Walter. La detenzione scaturita dall’accusa di spaccio di stupefacenti diventa per l’attore una vera e propria ossessione, anche quando tornerà libero. Ma fuori dal carcere saranno anni difficili. Fino a quell’appar ­tamento nel residence. A quella tv accesa. Alla drammatica solitudine.

 

 

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