Cronaca

Allarme della Corte dei Conti: «La corruzione costa 60 miliardi di euro»

Illegalità, corruzione e malaffare sono «fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono spesso faticosamente alla luce». L’allarme arriva dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Essere a conoscenza della «mappatura» dei fenomeni di corruzione, spiega Giampaolino, serve «per effettuare una ricognizione degli episodi più ricorrenti di gestione delle risorse pubbliche inadeguata, perché inefficace, inefficiente, diseconomica». Giampaolino si riferisce a tutti i comportamenti che arrecano «un danno alle finanze pubbliche». Danno che il procuratore aggiunto della Corte, Maria Teresa Arganelli, stima si aggiri attorno ai 60 miliardi di euro l’anno. La corruzione e il malaffare, però, non sono l’unico problema. La fedeltà fiscale, ad esempio, è diminuita durante la crisi in tutta Europa, ma dal 2009 ha registrato un recupero, «meno significativo in Italia».

 

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