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Per il Toro il futuro costa caro: più di 10 milioni per i riscatti

 Riscatti e comproprietà granata rischiano di costare caro al Toro di Urbano Cairo. Il primo preventivo di spesa per l’estate è da bollino rosso: dieci milioni di euro non basterebbero a completare tutte le operazioni attualmente in sospeso.

Cinque calciatori sono passati in granata con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà del giocatore. Il più “caro” tra questi è il nigeriano Oduamadi: 2.5 milioni di euro da versare al Milan per prelevare, a giugno, il 50 per cento del suo cartellino. In ordine di costo, l’esterno di proprietà rossonera è seguito da Guberti: il suo prestito dalla Roma è già costato centomila euro al Toro, che potrà acquisirne metà cartellino alla cifra prestabilita di 1.2 milioni.

Più economico Basha (di proprietà dell’Atalanta): per riscattare la metà del mediano “basteranno” 900 mila euro. Poco più di 500 mila saranno invece necessari per trattenere Iori, lasciandone ancora una metà al Chievo Verona. Ancora meno basterebbe all’Udinese per la metà di Surraco: 300 mila euro.

A questi prestiti, tuttavia, vanno aggiunti i giocatori attualmente in comproprietà e per i quali il Toro potrebbe decidere di riscattarne l’intero cartellino o rinnovare la compartecipazione: per Antenucci, Cairo pare abbia promesso al Catania di esercitare l’opzione nell’estate 2012, per una cifra che si aggirerebbe attorno al milione e mezzo. Con 300 mila euro, invece, si potrà convincere Zamparini a lasciare Glik interamente ai granata. Per Meggiorini (Genoa), la seconda metà del cartellino potrebbe costare circa un milione così come la prima, acquisita poche settimane fa. Poco di più (circa un milione e mezzo) dovrà poi sborsare il Toro se vorrà riscattare Ebagua dal Varese. Più complessi sono invece i discorsi relativi a Stevanovic e Verdi, legati anche al futuro di Benedetti (Inter) e Comi (Milan): complessivamente, le due operazioni fanno “ballare” circa due milioni per ogni giocatore. Calcolatrice e portafogli alla mano, quindi, Urbano Cairo dovrà capire se vorrà sobbarcarsi questi investimenti di non poco conto.

Andrea Scappazzoni

 

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