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Spettacolo

I ragazzi di via Gluck e di Monghidoro, Sanremo nel segno di Adriano e Gianni

Signori e signori, tutto è pronto per l’inizio della 62esima edi­zione del Festival di Sanre­mo, condotta per la seconda volta consecutiva da Gianni Morandi. Ma è inutile starsela a menare. Piatto forte di quest’anno, Adriano Celentano. Già, proprio lui, quel ragazzo della via Gluck pronto a prendere per mano la manifesta­zione per eccellenza della tv italia­na. E il “molleggiato”, a differenza di quanto fatto trapelare dal suo “clan”, sarà protagonista già da og­gi e, probabilmente, per altre due delle cinque serate totali. Inutile negarlo: la presenza di Celentano rischia, almeno per questa sera, di far andare in secondo piano le 14 canzoni in gara.
Mistero assoluto su quel che quello che si è definito come “re degli ignoranti” farà e dirà sul palco dell’Ariston. Nean­che l’amico Morandi (si conoscono da 49 anni) è a conoscenza delle mosse di Adriano, barricato nelle stanze dell’Ho ­tel Globo preso con prove assolutamente “off limits”. «Forse mi chiamerà, forse non mi chiamerà – spiega Gianni -. Mi ha detto che forse mi coinvolgerà, ma anche che forse è meglio di no. Vi dico la verità: non lo so che succederà. Con Adriano è così». Ma sotto sotto, a Morandi piace­rebbe essere, in parte, protagonista dello show di Celentano: «Con Adriano mi piacerebbe duettare in “Il mondo in mi 7°”.

In ogni caso sono pronto, qualsiasi cosa voglia fare. Lo conosco bene e conosco bene il suo repertorio». «Con Adriano – aggiunge il direttore artistico di Sanremo, Gianmarco Mazzi – è decisiva l’ultima ora prima della diretta. Perchè lì lui spiega tutto anche a chi deve lavorare sul palco, a tutti gli artisti e le maestranze coinvolte». La presenza di Celentano è per forza di cose uno dei colpi più importanti messi a segno proprio da Mazzi nel corso del suo “settennato”, anche se il direttore artistico dà a Moran­di il merito di essere riuscito a portare al Festival il “molleggiato: «Avevo un so­gno artistico: vedere insieme a Sanremo Gianni Morandi e Adriano. A volte si dice con un po’ retorica che fanno parte storia italiana. Penso piuttosto che ap­partengano alla vita di tutti noi. Credo che Celentano sia qua soprattutto perché c’è Morandi. Con gli artisti non funzio­nano i contratti, il denaro. Per strappargli l’anima, prima bisogna anche creare a creare le condizioni».

Soddisfatto, e molto, anche il direttore di Raiuno Mauro Mazza: «Quello al via è un doppio evento: il festival delle canzo­ni, che Morandi assicura degne del festi­val, e l’evento nell’evento: il ritorno di Celentano. Un ritorno – aggiunge Mazza ­voluto certamente da Adriano, ma frutto soprattutto dell’impegno e del convinci­mento esercitato da Mazzi». «Certo ­ammette il direttore – il festival ha biso­gno di Celentano, ma è anche vero che Adriano ha scelto di tornare in tv a Sanremo».
Comunque delle indiscrezioni sono tra­pelate su quello che il “molleggiato” potrebbe fare: si parla di un minishow di circa 50 minuti, diversi brani musicali e uno scenario guerra con 40 comparse a simulare una scena post-bombardamen­to. La scena di distruzione e morte sarebbe comunque legata a una canzone, probabilmente “Facciamo finta che sia vero”. Del monologo invece non trapela nulla di certo tranne che Celentano accennerà alla donazione ad Emergency e quindi almeno indirettamente ripren­derà il discorso della guerra e della pace.

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