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Cronaca

Grecia, ok al piano di austerity. Atene messa a ferro e fuoco

Mentre Atene è in fiamme il Parlamento greco ha approvato stanotte, con 199 sì e 74 no, le nuove durissime misure di austerity che aprono la strada al nuovo prestito Ue da 130 miliardi. Espulsi 40 parlamentari che hanno votato contro. Scontri in piazza tra polizia e black bloc, che hanno dato fuoco a circa 20 edifici; una sessantina i feriti; decine gli arresti.

L’intervento dei politici
Il voto era stato preceduto dagli interventi dei massimi leader politici, da Giorgos Papandreou (Pasok) a Antonis Samaras (Nea Dimokratia), che avevano lanciato forti appelli alla compattezza e al sì alla legge che contiene i tre articoli (misure di austerity, via libera a negoziato per riduzione debito, ok alla richiesta del prestito). A chiudere il dibattito, prima del voto, era stato il premier Lucas Papademos, che ha innanzitutto condannato le violenze affermando che “il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia”, ha invitato tutti alla calma. “E’ l’ora delle decisioni”, ha poi affermato il premier, aggiungendo che “abbiamo davanti un piano che ci aiuterà ad uscire dalla crisi economica”. E ha ribadito che, se verranno attuate le misure e avviate le riforme, la Grecia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà del 2013.


Le misure
Ci sono di certo il taglio di 15.000 addetti nel settore pubblico, liberalizzazioni delle leggi sula lavoro e taglio dello stipendio minimo da 751 a 600 euro al mese, mandato per il negoziato con le banche per il taglio del debito. Il voto apre la strada a quei 130 miliardi, senza i quali la Grecia non potrebbe pagare il prossimo 20 marzo gli interessi sul debito, che ammontano a 14,5 miliardi. Ma anche alla possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi.

Giornata di violenze
Il voto è giunto al termine di una giornata segnata dalle violenze, ma anche dalla protesta di decine di migliaia di persone di ogni settore della società greca contro i nuovi tagli nella piazza Syntagma ma anche altrove nel Paese. La situazione è precipitata attorno alle 17, una colonna di manifestanti attrezzati con passamontagna e maschere antigas, che issavano le bandiere rosse e nere degli anarchici (nessuno qui li chiama Black Bloc, ma si somigliano in tutto e per tutto), è arrivata lungo la centralissima via Stadiou e ha puntato diretta al cordone di polizia. E’ stato il pandemonio, violentissimo, nel giro di pochi minuti.

Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, un attacco contro il quale la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. La piazza è stata scossa da boati che venivano uditi anche all’interno del Parlamento, dove a un certo punto Š entrato anche il fumo acre dei gas. La folla si è in gran parte spostata dalla piazza, dove in serata è però tornata, mentre gli scontri si frammentavano. Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, bloccata da ogni sorte di oggetto, poi dato alle fiamme. I feriti, secondo fonti ospedaliere, sono stati una sessantina, tra dimostranti ed agenti. Non è stato precisato il numero degli arrestati, si parla di una quarantina di persone. Poi, gli incendi, mentre continuavano gli scontri nel centro cittadino.

 

 

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