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Cronaca

Unipol, Berlusconi rinviato a giudizio

Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio dal gup di Milano per la vicenda dell’intercettazione Fassino-Consorte legata alla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Berlusconi è accusato di rivelazione di segreti d’ufficio nonostante, ascoltato in udienza, abbia escluso di aver mai sentito l’intercettazione, “altrimenti me la sarei ricordata”, ha spiegato.

Il processo si aprirà davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano il prossimo 15 marzo. Gli altri tre processi in cui Berlusconi è imputato sono quelli sul caso Mills, sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv Mediaset e quello sulla vicenda Ruby.

Durante l’udienza di oggi il leader del Pdl ha escluso di aver mai ascoltato l’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della mancata scalata alla Bnl né tantomeno di averne ordinato la pubblicazione sul quotidiano “Il Giornale”. “Altrimenti me la sarei ricordata”, ha detto in tribunale. Per i pm però avrebbe ascoltato il nastro direttamente nella sua villa di Arcore nel 2005, quando Roberto Raffaelli, della società Rcs, consegnò il nastro. L’imprenditore era stato incaricato dalla procura di svolgere delle intercettazioni nel peridodo del tentativo di scalata a Bnl da parte di Unipol, nell’estate del 2005.

Raffaeli una volta entrato in possesso del nastro lo fece ascoltare a Silvio e Paolo Berlusconi. Poco tempo dopo quelle frasi, che non erano ancora atti dell’inchiesta aperta dai pm di Milano, uscirono nelle prime pagine del Giornale.

 

 

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