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Cronaca

Costa, la nave si sposta 7mm all’ora. Allarme per le condizioni meteo

 Il relitto di Costa Concordia subisce movimenti pari a 7 millimetri l’ora, movimenti che possono arrivare a 15 millimetri a prua. Lo ha rivelato il professor Nicola Casagli, docente all’Università di Firenze-Scienze della Terra, che per conto della Protezione Civile sta monitorando il movimento del relitto.

Il professor Casagli ha rivelato che ”il movimento dello scafo è più veloce a prua che a poppa” e che il Concordia ”poggia sul fondo su due banchi di roccia”, e che la superficie di appoggio totale della nave ”è di circa 1.000 metri quadrati”. Lo scafo è relativamente vicino all’abisso con un pendio di circa 24 gradi.

Il professor Casagli, esperto di frane, è stato chiamato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile per organizzare un sistema di monitoraggio per controllare lo spostamento del relitto. Il sistema è già operativo e stanotte ha mostrato un movimento di circa 2 centimetri che poi si è ridotto a 7 millimetri a poppa e 15 a prua.

Secondo l’esperto lo spostamento dello scafo potrebbe essere anche una risposta di assestamento della struttura. Sollecitazioni diverse, come moto ondoso, correnti marine, vento o shock sismici potrebbero spingere a fondo la nave. La rete di sensori e strumenti allestita per controllare lo scafo comprende anche un sistema di rilevamento satellitare capace di indicare al millimetro qualsiasi movimento.

Preoccupano le condizioni meteo
Una forte mareggiata si sta sviluppando al largo della Liguria e potrebbe raggiungere in giornata l’isola del Giglio. Il fenomeno potrebbe mettere ulteriormente a rischio la stabilità dello scafo che si trova a pochi metri da un abisso profondo circa 60 metri.

“Siamo appesi al filo delle condizioni meteo-climatiche – ha affermato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – Siamo molto preoccupati. Se le condizioni dovessero cambiare potrebbe essere difficile realizzare il programma predisposto. Non sono per niente tranquillo; abbiamo tempi molto stretti. Stiamo con il fiato sospeso – ha proseguito Clini – perché, qualora la nave dovesse spostarsi, subire dei danni, o i serbatoi dovessero rompersi, rischiamo veramente molto”.

Le previsioni però sono negative per le prossime ore: “A partire da domani pomeriggio ci saranno invece venti di maestrale forti, a 40-50 chilometri orari, con onde alte fino a un metro e mezzo – spiega Daniele Grifoni, esperto del Consorzio Lamma per il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale istituito da Cnr e Regione Toscana – questa sarà la situazione peggiore per i soccorsi, che dovrebbe però attenuarsi dopo qualche ora, già sabato mattina”.

Le previsioni non proprio ottimiste sono confermate da meteorologo Antonio Sanò, del sito ilMeteo.it: secondo il suo bollettino il moto ondoso aumenterà progressivamente nel corso della notte, fino a raggiungere un picco di 153 centimetri domattina alle 7. La situazione si dovrebbe calmare con il trascorrere della giornata, anche se per tutta la giornata le onde saranno alte più di un metro. Più tranquille invece le condizioni previste per sabato. Le mareggiate sono state previste anche dalla Protezione Civile: “Si prevedono mareggiate sulle coste esposte delle regioni occidentali italiane – si legge nel bollettino emesso oggi – Queste condizioni “interessano anche lo specchio di mare di fronte all’isola del Giglio, dove si trova incagliata la Concordia”.

 

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