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Cronaca

Giglio, riprese le ricerche. Giallo sulla donna in cabina di comando

Si è spostata ancora la nave Costa Concordia, questa volta compiendo una rotazione di un metro e mezzo. Uno spostamento lento ma inesorabile che potrebbe farla sparire in fondo al mare. E’ una lotta contro il tempo per chi deve svuotare i serbatoi con oltre 2.300 tonnellate di carburante e soprattutto per i soccorritori che vogliono ritrovare le 21 persone che ancora mancano all’appello.


Ricerche sul ponte 4
I sub stanno ispezionando in particolare il ponte 4, in cui confluiscono i corridoi di evacuazione e dove si sospetta si possano trovare altri corpi.

Ripartiti i soccorsi
Sono ripartiti i soccorsi per cercare di recuperare le persone che mancano ancora all’appello.

Gip, “colpe gravissime ma non pericolo di fuga”
 Sbagliò clamorosamente la rotta in eccessivo avvicinamento all’Isola del Giglio; si dimostrò totalmente incapace di gestire l’emergenza del naufragio; abbandonò la nave quando a bordo c’erano ancora circa 300 persone rifiutandosi di risalire e restando a guardare mentre affondava. Queste le colpe gravissime che il gip Montesarchio imputa al comandante Schettino nel naufragio del 13 gennaio. Ma il gip non crede al pericolo di fuga. “I reati contestati sono molto gravi e considerata la sua personalità non credo stia a casa ad
aspettare che lo andiamo a prendere”, ha polemizzato il procuratore capo Francesco Verusio che ha aggiunto “stiamo preparando un ricorso al tribunale del riesame, lo presenteremo oggi o domani”.

Giallo sulla donna alla plancia di comando
Durante l’interrogatorio di garanzia il comandante Francesco Schettino ha fatto il nome della donna che si trovava sulla Concordia nella plancia insieme a lui e agli altri ufficiali, che è stato messo a verbale. Al gip avrebbe detto che la donna in questione, che secondo alcune indicazioni è moldava, era ospite di un altro ufficiale ed era stata invitata in plancia ad assistere dalle vetrate del quadrato di comando allo spettacolo dell’isola del Giglio illuminata. Ora i pm vogliono ascoltarla. La sua presenza, insieme alla telefonata con il commodoro Mario Colombo a cui era dedicato l”inchino’, potrebbe essere una delle cause della distrazione del comandante e degli ufficiali. Ufficiali e comandanti hanno a disposizione un certo numero di posti discrezionali per invitare, senza che il commissario di bordo lo registri, amici e parenti. Anche su questo i pm vogliono indagare, per capire se ci fossero altre persone a bordo non registrate.

 

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