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Cronaca

Liberalizzazioni: taxi fermi il 23

Alimentari e tabacchi ai distributori, stop ai contratti di esclusiva tra gestori e compagnie, con la possibilità di rifornirsi “da qualsiasi produttore”, e vendita o riscatto di un terzo degli impianti di carburanti. Sono queste alcune delle novità contenute in una prima bozza del decreto liberalizzazioni.

I gestori, si legge, “possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore”. Eventuali clausole contrattuali che prevedano “forme di esclusiva nell’approvvigionamento sono nulle per violazione di norma imperativa di legge, per la parte eccedente il 50% della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50% di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita”.

Ai distributori è inoltre data la facoltà di vendere i cosiddetti prodotti ‘non-oil’: alimentari e bevande, quotidiani e periodici, caramelle e gomme, tabacchi. Infine per “favorire le dinamiche concorrenziali e l’efficienza della rete”, la proprietà degli impianti di distribuzione “può essere riscattata” nei confronti degli attuali proprietari che operino nella produzione, nella raffinazione o nella commercializzazione, fino al limite complessivo di un terzo della rispettiva dotazione, dai gestori (soli o in cooperativa) o da ogni altro soggetto imprenditoriale che non operi già nel settore. Allo stesso tempo è consentita l’aggregazione tra gestori e imprenditori “al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto dei medesimi”.

Quella circolata in ambienti governativi, naturalmente, è solo una bozza del decreto sulle liberlizzazioni cui sta lavorando il governo. Un provvedimento che prima ancora di vedere la luce ha già scatenato la protesta di varie categorie, a cominciare da quella dei tassisti, che hanno proclamato un sciopero nazionale per il 23 gennaio.

Il fermo delle auto bianche è stato deciso dai sindacati nazionali dei tassisti, riuniti a Bologna, nel quadro delle “azioni di lotta da intraprendere a fronte della mancata convocazione del governo, nei prossimi giorni, per contrastare i provvedimenti annunciati in tema di liberalizzazione del settore”. In una nota unitaria le organizzazioni ha comunicato inoltre che per lunedì 16 gennaio è stata convocata a Roma, al Circo Massimo, un’assemblea nazionale dei fuori turno, durante la quale “una delegazione consegnerà all’Autorità Antitrust un documento dove saranno evidenziati gli errori e le negatività contenute nella recente segnalazione”. “In caso di decisione unilaterale da parte del governo – si legge ancora nella nota –  la categoria si riserva di assumere tutte le iniziative ritenute più opportune”.

 

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