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Cronaca

Merkel e Sarkozy: “Sì ad una nuova tassa europea sulle transazioni finanziarie”

«È ora di introdurre la Tobin Tax, una tassa per la quale combattiamo da anni». Esordisce così, senza giri di parole, Angela Merkel, e in apertura della conferenza stampa congiunta con il presidente francese Nicolas Sarkozy, rilancia la tassa sulle transazioni finanziarie.

La Tobin tax, dal nome del premio Nobel per l’economia James Tobin, che la propose nel 1972, è una tassa che prevede di colpire, in maniera modica, tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli (penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine), e contemporaneamente per procurare entrate da destinare alla comunità internazionale.

Il Cancelliere, inoltre ha chiesto di anticipare a fine gennaio il vertice sul nuovo Patto di bilancio della Ue inizialmente in calendario per marzo. Le trattative «vanno bene», ha detto Merkel, che con Sarkozy ha avuto un lungo faccia a faccia in Cancellierato. L’obiettivo, ha aggiunto Sarkozy, è di firmare il nuovo Patto il primo marzo.

«Dobbiamo impegnarci all’interno dell’Europa per arrivare a questa tassa comune. È importante che tutti i Paesi siano concordi» ha affermato Sarkozy ricordando che la tassa sulla Borsa «è stata proposta nell’ambito istituzionale del G20» ed è una misura «fondamentale»

«Non ci sarà un futuro per l’Europa se ci sono divergenza tra Germania e Francia» ha sostenuto tra le altre cose il presidente francese ponendo l’attenzione, oltre che sulla necessità di rimettere a posto i conti, sulle «priorità» continentali: «Il lavoro e la crescita».

«È un obiettivo ambizioso ma raggiungibile quello di rafforzare l’euro» ha detto ancora Merkel avvertendo che «non può esserci un solo vertice per risolvere la crisi e non c’è una soluzione unidimensionale, ma bisogna procedere passo dopo passo»

«La situazione è tesa signori. Estremamente tesa. Dobbiamo essere lucidi, e portare la riposta migliore, nell’ambito dei trattati e nell’ambito della democrazia» è poi intervenuto Sarkozy sottolineando che alla moneta unica «non c’è alternativa».

Merkel è tornata infine a chiedere che la Grecia metta in pratica le decisioni prese a ottobre. «Il programma per salvare il Paese dall’indebitamento deve proseguire velocemente, altrimenti non si potrà procedere con la seconda tranche di aiuti. Noi vogliamo che la Grecia resti nell’eurozona, ma la sua credibilità dev’essere migliorata. Ci saranno controlli frequenti della troika»

 

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