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Cronaca

Pisa: due detenuti evadono con una scala

“Tra le 02,00 e le 04,00 di questa mattina presso la Casa Circondariale di Pisa, due detenuti di cui uno di nazionalità italiana e l’altro di nazionalità marocchina, hanno posto in essere una evasione mediante un buco praticato nella cella, approfittando del prospiciente cantiere per il nuovo padiglione, da cui hanno prelevato la scala per superare il muro di cinta ” è quanto comunica in una nota l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria).

Nell’atto a firma del segretario generale Leo Beneduci si legge inoltre che: “il detenuto di origine marocchina nella caduta da diversi metri ha riportato un frattura alle gambe ed è stato immediatamente accompagnato in ospedale dove è attualmente piantonato, mentre l’altro, un detenuto napoletano di 45 anni, in carcere per rapina ed oltraggio, è riuscito a far perdere le proprie tracce ed è attualmente oggetto di una massiccia operazione di ricerca da parte degli uomini della polizia penitenziaria unitamente a quelli delle altre forze dell’ordine.”.

“Quanto accaduto in un carcere che ha da tempo superato la capienza massima tollerabile per oltre il 60% dei detenuti in più rispetto ai posti disponibili e con circa il 30% del personale di polizia penitenziaria in meno – prosegue il sindacalista – conferma, se necessario, i dubbi che più volte avevamo espresso circa l’opportunità di allestire cantieri di lavoro in eccessiva vicinanza alle celle detentive tanto da nasconderne le manomissioni interne ed esterne e da fornire immediati mezzi di fuga ai reclusi”.

“Pur nel rispetto delle attività di indagine in corso – conclude Beneduci – non vorremmo che, per un evento, agevolato se non prodotto dalle carenze di personale, dal grave sovraffollamento e dalle discutibili scelte di natura edilizia, come fin troppo spesso accade, le responsabilità ricadano sui poliziotti penitenziari della struttura che oggi e sempre, pur nella assoluta precarietà e nel costante sacrificio , continuano a svolgere i proprio dovere nell’interesse della Collettività”.

 

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