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Cronaca

Dietro le scommesse illegali l’ombra dei clan camorristi

L’ombra della camorra si allunga (ancora una volta) sullo scandalo del calcio­scommesse. C’era un contatto tra l’asso­ciazione mafiosa asiatica e la malavita organizzata all’ombra del Vesuvio. Una sorta di “joint venture” che permetteva di scommettere via Internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia.
Un accordo commerciale ed economico che probabil­mente si concretizzava an­che nello scambio di infor­mazioni sulle partite truc­cate.
A raccontarlo prima all’In­terpol e poi agli investigato­ri italiano è un pentito, lo slavo Crtvak, che parla dell’Italia e del singaporia­no Den: «Dai miei contatti olandesi sapevo solo che a Napoli ci sono dei cinesi asiatici che fanno scom­messe ». Un posto sicuro. «Quando si vinceva potevi andare a Napoli a ritirare i soldi».
LE COMBINE
Lo slavo non ha fatto riferi­menti a partite specifiche, a differenza invece del penti­to thailandese che dalla Fi­nlandia (dove è stato arre­stato) sta parlando del cal­cio mondiale. Ha raccontato di presunte combine nei campionati africani, in alcuni europei e anche in Italia: tra le partite citate anche una del Napo­li. Si tratta del 4-0 contro la Sampdoria, over per i boo­kmakers e per il campo.

 

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