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Spettacolo

Quel diavolo di un Fiorello: lo ha visto un italiano su 2

Tutti ne parlano. E un italiano su due tra quelli davanti alla tv lunedì sera, uno su due non l’ha perso di vista un minuto, per più di due ore (lo showman ha inchiodato lunedì sera 13.401.000 telespettatori con uno share record del 50.23%). Fenomeno d’un Fiorello. Fenomena­li i dati Auditel prodotti ( anche) dall’ultima puntata de “#ilpiùgran­despettacolodopoilweekend”. Feno­menale l’eco delle reazioni propagan­data ieri con ogni mezzo, a seguito della partecipazione collettiva al ri­torno dello showman su Raiuno.
A proposito di Rai, il direttore genera­le in carica della tv pubblica si è subito prodotta in un comunicato­appello. «A Fiorello dico: si riposi il giusto, ma torni presto» ha affermato la stessa Lorenza Lei interpretata in trasmissione, in voce, dallo stesso Fiorello.

Già, che farà ora l’animatore capace d’intrattenere mezzo paese, potenza del suo varietà e della sua varietà di talenti? Rinnoverà ancora la tradizione oramai decennale di uno spettacolo di prima serata, sul primo canale? Oppure farà altro, spettacoli dal vivo o chissà cosa? «Mo’ pennica. Anzi pennicone»: così risponde e non risponde – sul mo­mento, via Twitter – il destinatario del messaggio inoltrato dal massimo dirigente opera­tivo Rai, sui suoi pro­grammi per il futuro im­mediato. Fiorello prende­rà tempo, lascia intendere la sua cerchia di collabo­ratori. Cinquantuno anni, l’artista siciliano residen­te a Roma guida una mac­china ben rodata. Il suo successo ruota attorno a una precisa sequenza di eventi offerti alla platea, periodicamente. Alla tournée stagionale per pa­lazzetti e teatri segue una volta la proposta di una trasmissione tv (comunque per poche puntate), un’altra volta quella di una trasmissione alla radio (meno stres­sante). Dunque appare poco probabi­le che Fiorello voglia concedere un bis a breve, a Raiuno e ai suoi spetta­tori. Il personaggio è solito comparire e ricomparire in tv anche solo negli spot, e non vuole inflazionare il vi­deo. Quanto alla radio – un’antica e mai spenta spessione – per quella si vedrà. Nel caso lo speaker Marco Baldini e il maestro musicale milane­se Enrico Cremonesi, loro e i soliti autori di fiducia si faranno trovare pronti.

Molti lo qualificano nazionalpopola­re, qualcuno lo critica per un’ultima uscita «trasgressiva». Fiorello fa di­scutere la critica e i colleghi. Scrive il critico tv di Famiglia Cristiana, Gior­gio Vecchiato: «Fiorello porta la tra­sgressione alle alte vette dello share (dato Auditel: percentuale di televi­sori – sul totale – accesi su un certo canale, ndr). Non solo fa cantare a Benigni l’elogio della cacca (“L’inno del corpo sciolto”, ndr). Ma pronun­cia la parola vietata, profilattico, e per di più ne fa una tematica da coro». Fiorello e Famiglia Cristiana hanno fatto riferimento entrambi a un pre­sunto divieto vigente in Rai, a pro­nunciare la parola in questione. Giu­dizio finale del critico: lo showman ha esagerato e l’ha tirata lunga. Roba da «goliardia retrodatata», di «cattivo gusto» . «Per una volta che fa lezione, straparla» è la chiosa severa dell’articolo apparso sul sito in­ternet del settimanale paolino.
In compenso, numerosi colleghi si complimenta­no apertamente con l’arti­ sta elogiato in diretta da Roberto Benigni. Attorno a Fiorello si è formato un consenso quasi generaliz­zato. Da Rai a Sky e da Mediaset a La 7, si raccol­gono ovunque quasi solo buone im­pressioni, attestati di stima e più che altro di simpatia. Fiorello piace alla gente comune come alla gente che piace, ha radunato giovani e vecchi per quattro serate davanti alla tv. La sua piacevolezza e la sua spensiera­tezza hanno timbrato un successo clamoroso in termini di pubblico. “#ilpiùgran­despettacolodopoilweekend” ha fatto registrare indici d’ascolto a livello di nazionale italia­na alla Coppa del mondo di calcio, a un livello che neanche il Festival della canzone di Sanremo. Difficilis­simo fare meglio. Fiorello lo sa e ora come ora, preferisce dormirci sopra. Sogni d’oro.

 

 

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