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Spettacolo

Fiorello fa il boom di ascolti. E Benigni racconta la “favola” del Cavaliere (video)

Fiorello record assoluto, batte se stesso: nella quarta e ultima puntata dello show su Rai1, #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, che ospitava tra gli altri Roberto Benigni e Jovanotti, è stato visto da 13 milioni 401 mila spettatori con il 50.23 per di share.

”Da quando Berlusconi si è dimesso non ne parla più nessuno. Ma io, Silvio, ti voglio bene, e ti sarò fedele nei secoli come l’arma dei carabinieri”. Ospite dello show di Fiorello, Roberto Benigni riparte dal suo tormentone preferito: ”Non c’è più”, dice all’inizio. Ma poi ”Ma quanto ci siamo divertiti in questi 18 anni”. “Sono state le più belle dimissioni degli ultimi 150 anni”, ha detto il premio Oscar. “Veramente non volevo parlare di Berlusconi, ma sono stati Fiorello e il signor Mazza (il direttore di Rai1, ndr) a insistere: “Daglié a Berlusconì”. “Quando Berlusconi ha dato le dimissioni – ha aggiunto Benigni – dopo aver lottato sempre contro tutti, contro la magistratura, i giudici, la Corte Costituzionale, per un periodo anche il Pd, mi sono chiesto: ma come mai se ne va proprio ora? Secondo me fa risanare tutto a Monti, poi nel 2013 si ripresenta”. E ancora: “Berlusconi ha due ossessioni, le donne e il comunismo. Prima, quando era in Parlamento, aveva da fare 24 ore al giorno, ma come fa, dicevo? Ora che è libero tutto il giorno… Silvio, ti fa male! Ci si può morire, perlomeno mettiti il salva vita pischelli”, ha ironizzato prendendo a prestito la definizione del preservativo appena varata da Fiorello. “E poi quante donne aveva? Dappertutto, ad Arcore, a Roma, in Sardegna, ovunque escort a chilometri zero”. “Un giorno – ha concluso Benigni – dovremo raccontare questi anni come una favola: c’era una volta un Cavaliere che aveva tanti cavalli, stalle, stallieri, stallone e tanti castelli, tante isole, tante principesse, tutte sul pisello. A un certo punto ne arrivò una un po’ più giovane e lui disse: è la nipote del Gatto con gli stivali. Poi arrivò un’orca dalla Germania e a colpi di bund e spread le principesse fuggirono, lui restò solo, si dimise e noi vivemmo felici e contenti”.

Due citazioni, di Sandro Pertini e di Andrea Pazienza, hanno chiuso la performance di Roberto Benigni. “Vorrei ricordare un padre della patria, Pertini”, ha detto il premio Oscar. “Era pacifista fin da ragazzo, ma allo scoppio della prima guerra mondiale andò volontario in guerra, perché vide che andavano in guerra i figli dei contadini, della povera gente. In quel momento, disse, sentivo che dovevo dare più di loro è andai in prima linea. Nei momenti di difficoltà – ha chiosato Benigni – chi ha di più deve dare di più. Pertini disse anche che i giovani non hanno bisogno di discorsi, ma di esempi di onestà”. La chiusa è affidata a Pazienza: “Non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”.

 “Le lacrime della Fornero mi hanno toccato il cuore. Le ho sentite sincere e profonde”: lo ha detto Roberto Benigni durante il suo intervento su Rai1 nello show di Fiorello #ilpiu”grandespettacolodopoilweekend, commentando il pianto del ministro ieri durante la conferenza sulla manovra insieme al premier Manto Monti. Poco prima aveva cantato ‘L’Inno del corpo scioltò, dicendo: “Non la canto da 30 anni”, prima di affermare: “Questo mondo non è in eredità dai padri ma in prestito dai nostri figli”.

 

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