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“Ai liberi e forti”

Il Sen. Maurizio Sacconi ha presentato questa sera a Torino il suo nuovo libro “Ai liberi e forti”. E’ stata l’occasione di una interessante analisi del contesto politico economico attuale e della situazione del Pdl con uno sguardo al futuro. Il Sen. Sacconi che ha svolto con responsabilità, impegno ed etica il difficile ruolo di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in un contesto di forte criticità, con vera passione politica ha illustrato il suo libro e il suo pensiero e ha fatto un appello ai liberi e forti come fece novant’anni fà Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare. Il libro è dedicato alla tradizione nazionale, è un libro non per cattolici, per credenti, ma che cerca di parlare a tutti coloro che sono disponibili a riconoscere, arrivandovi attraverso la fede o attraverso l’esperienza, la ragione, che il nostro tradizionale pensiero cristiano, la nostra tradizionale cultura cristiana, ci dà in fondo le chiavi per costruire, in funzione delle persone, una nuova stagione di crescita economica, sociale, civile e umana. Il valore della persona, il valore della vita, l’importanza della famiglia, la radice cristiana della nostra società, il valore della tradizione sono elementi essenziali da cui occorre ripartire convinti della bontà di essere conservatori di questi valori che possono essere le risposte ancora attuali verso la modernizzazione ed essere strumenti validi per dare risposte nel futuro. Secondo Sacconi, quella che arriva dal libro è una proposta che riguarda questo tempo difficile al di là delle forme di governo, al di là delle leadership, e anzi individua nell’esperienza del Berlusconismo alcune grandi intuizioni che dovranno essere compiute, sviluppate, a partire dalla esigenza di assumere nella “dimensione pubblica” questi valori. Sacconi propone un manifesto dedicato ad “un popolo di liberi e forti” che, ancorato ai valori della tradizione nazionale, ha saputo resistere al “fascino” delle ideologie totalitarie, che diffida degli interessi particolari che pretendono di farsi bene comune ed è responsabilmente orientato a non attendere con passività dallo Stato le risposte ai propri bisogni, poichè intento a costruirle attraverso un ruolo attivo. E’ un manifesto culturale prima ancora che politico, in cui non mancano passaggi importanti sugli ultimi diciassette anni del centrodestra italiano e la sottolineatura delle grandi intuizioni di Silvio Berlusconi e della sua coalizione, vera e propria eredità politica di questi anni: dimensione pubblica dei valori della tradizione nazionale, azione diplomatica volta ad affermare gli interessi italiani in campo internazionale, primato della società sui partiti, necessità di una riforma istituzionale dello Stato e disciplina nei conti pubblici. Un bilancio in larga parte positivo e riferibile non soltanto a questo governo ma più in generale all’esperienza dei moderati italiani dal ’94 ad oggi. Con trasporto e passione politica, Sacconi ha portato tanti spunti di riflessione che se saranno raccolti dal PdL potranno essere un valido contributo al centro destra in futuro, rendendolo ancora elettoralmente vincente e pertanto preparando le basi per governare l’Italia dopo che l’esperienza del governo tecnico sarà terminata svolgendo il suo lavoro connesso al superamento di una situazione eccezionale per la gravità della crisi economica europea, per la crisi dell’occidente.

 

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