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Il Borghese

Ci si gioca la speranza

La signora con il bastardino al guinzaglio arriva poco prima di mezzogiorno. Un pacchetto di sigarette da dieci, una mazzetta di biglietti della lotteria istantanea, altrimenti detti “gratta e vinci”. Si sposta in un angolo del piccolo negozio, tenta la fortuna a ripetizione su ciascuno dei cinque tagliandi che ha comprato, poi torna dal tabaccaio e mostra i suoi risultati: ha vinto un altro biglietto. Che ovviamente viene subito grattato. E curiosamente fa vincere un nuovo tagliando e la giostra ricomincia.

Altro tabaccaio, altra ricevitoria del lotto, altri espositori di lotterie istantanee nelle forme più varie: il gestore ha esposto delle fotocopie di tagliandi vincenti con il relativo importo segnato a pennarello. E un interrogativo: «Ma io quando vinco?». Proprio la domanda che tutti si pongono: coloro che giocano, coloro che si limitano ad assistere, coloro che hanno rinunciato da tempo a inseguire la fortuna, persino coloro che guardano con sdegnosa riprovazione quei “drogati” del gioco. L’idea di incontrare la Fortuna, così all’improvviso, è la vera droga per molte menti: è un sogno, più di una speranza, una illusione per altri. Ma nessuno resta indifferente, difficilmente potrebbe.

Senza andare a scavare nel fenomeno del gioco illegale, nelle bische clandestine dove si prospera sulla disperazione e sulla dipendenza patologica dal gioco, nella nostra epoca purtroppo si è fatto difficile sperare in qualcosa che sia il solo frutto del proprio impegno e del proprio lavoro: metteteci la crisi, la recessione, la meritocrazia questa sconosciuta, il solito deprimente scenario del nostro Paese. Insomma, come dare torto a chi si affida al sogno di un colpo di fortuna?

Ma c’è anche il rovescio della medaglia di tutto questo, ossia il fatto che inseguire il colpo di fortuna viene praticamente incoraggiato dalla nostra società. Pubblicità seducenti, il gioco d’azzardo – pure quello virtuale – che acquista dignità di sport e ottiene grande visibilità, meccanismi che, sulla carta, appaiono realizzati appositamente per garantire facili vincite, scorciatoie… Come molti giovani vengono educati da certi modelli a inseguire come ideale il traguardo di un reality show e di una effimera popolarità, così a milioni di persone viene suggerito di inseguire la Dea Bendata con le lotterie di Stato – il tabaccaio si chiedeva quando avrebbe vinto, lo Stato invece non se lo chiede perché guadagna sempre -, con il Lotto, con gli infiniti sistemi che vediamo attorno a noi. E pensare che molte pubblicità sono accompagnate dalla dicitura “Gioca con moderazione”. Un po’ come le avvertenze sui pacchetti di sigarette, macabre finché si vuole ma che ancora non hanno impedito alle persone di continuare a fumare. E allo Stato di incassare.

andrea.monticone@cronacaqui.it

 

 

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