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Cronaca

Pensioni, il no dei sindacati: “Provvedimenti inaccettabili”

I sindacati si schierano contro le ipotesi di intervento sul sistema previdenziale 1 che, stando alle indiscrezioni, sarebbe allo studio del governo. “Se fossero vere le notizie anticipate dalla stampa riguardo alle misure sulle pensioni, ci troveremmo di fronte a provvedimenti inaccettabili”, afferma Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil. “Se sono vere le anticipazioni – aggiunge – l’approccio ai temi più generali della previdenza sarebbe ancora una volta basato sulla volontà di fare esclusivamente cassa con le pensioni, e sarebbe anche la dimostrazione che il tema giovani viene usato solo strumentalmente, e non per dare risposte effettive”.

“Il ventilato blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni in essere è esattamente il contrario dell’equità – rincara la dirigente Cgil – perché colpisce le fasce più deboli, già impoverite dalla caduta del potere d’acquisto di salari e pensioni, e non in grado di reggere ulteriori colpi a condizioni di vita che si sono fatte sempre più difficili, con effetti anche sulle condizioni generali del paese segnate dalla caduta dei consumi e delle dinamiche recessive in atto”.

Valutazioni fortemente negative anche dalla Fnp Cisl. “Diciamo un no deciso all’ipotesi di un blocco totale del recupero dell’inflazione per le pensioni che il governo vorrebbe attuare nel 2012”, replica il segretario generale Gigi Bonfanti. Si tratterebbe, prosegue, di una decisione che “andrebbe ad aggravare la situazione già fin troppo difficile di fronte alla quale si trovano i pensionati, che ancora una volta sarebbero chiamati a farsi carico di sacrifici enormi per dare respiro al paese di fronte a una crisi che colpisce i soggetti più deboli della società”.

Netta contrarietà anche dal leader della Uil Luigi Angeletti che punta l’indice in particolare contro le ipotesi di portare a 43 gli anni di contribuzione necessari per accedere alla pensione di anzianità. “Sarebbe ingiusto – dice il segretario – I lavoratori non avrebbero nessun aumento alla pensione; lavorerebbero gratis. E’ un obolo, una donazione alle casse pubbliche”.

Le misure economiche che sarebbero attualmente al vaglio del nuovo governo, ricevono anche la sonora bocciatura del Codacons. “I provvedimenti allo studio dell’esecutivo, emersi in queste ore, trovano la netta opposizione dei consumatori – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Dall’Iva alle pensioni, passando per l’Ici, sono tutte misure che danneggiano il ceto medio-basso, il quale già versa in condizioni pietose, e che determineranno l’ingresso di migliaia di cittadini nella fascia di povertà”.

Tra le misure che l’Italia dovrà intraprendere per adeguarsi alle richieste dell’Unione Europea 2 e alle previsioni di recessione della Ocse 3, stando alle indiscrezioni trapelate ieri, ci sarebbe, come detto, anche un’innalzamento del numero di anni necessari per il riconoscimento della pensione di anzianità 4 e una stretta sui vitalizi dei parlamentari 5.

 

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