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Equità ed etica

E’ nato il governo Monti. Lo spread continua ad essere ben oltre quota
500 e le borse sono in rosso.
Se da una parte è utile una fase di decantazione in cui si abbassa la
conflittualità politica ed è apprezzabile un senso di responsabilità
allargato per fronteggiare la crisi e la situazione
economico-finanziaria italiana, dall’altra non può essere un dato
positivo il fatto che la politica ha fatto un ulteriore passo indietro
e ha dato ancora più potere alla finanza della quale il governo Monti
incarna l’essenza. Se da una parte c’è il senatore a vita Monti con le
sue indubbie capacità, il suo sapere, la sua professionalità con una
squadra di governo di alto livello di competenza, dall’altro occorre
ricordare che il mondo della finanza ha grandi responsabilità sulla
crisi economica globale per la quale oggi l’Italia sta pagando un
prezzo caro con gli attacchi della speculazione. Berlusconi non c’è
più ma i problemi rimangono, contrariamente a quello che erroneamente
aveva prospettato lo schieramento di centro-sinistra che puntava tutto
sull’uscita del Cavaliere dalla scena politica per ridare credibilità
all’Italia pensando che la speculazione venisse meno e che lo spread
ritornasse a livelli più bassi. Invece, non è accaduto come molti
italiani avevano già intuito perché gran parte della credibilità
italiana l’aveva danneggiata proprio lo schieramento di
centro-sinistra quando non ha avuto rispetto istituzionale verso il
Presidente del Consiglio Berlusconi, cercando di delegittimarlo in
tutti i modi (in Italia e all’estero), con ogni mezzo con il fattivo
contributo dei max-media che si sono schierati apertamente in questa
contesa politica. Adesso già si vedono contestazioni, scioperi e
molti intuiscono che saranno le famiglie italiane a dover pagare le
cattive gestioni e i danni della finanza e della politica. Molti
giovani già stanno provando sulla loro pelle le minori opportunità che
hanno in questo contesto. Tante persone che hanno lavorato ben 40 anni
e hanno versato i contributi, rischiano in futuro di non avere la
pensione di anzianità quando a certe persone le pensioni sono state
accordate per alcuni mesi/giorni di lavoro (chiamiamolo così,
ironicamente perché quello si che è stato il privilegio). Non vorrei
che adesso considerassero privilegi le cose che si sono conquistate,
che costituiscono un diritto perché deriva da tanti doveri espletati
per 40 anni della propria vita. Il Governo Monti dovrà equilibrare
bene la sua azione e pesare bene a chi e dove chiedere i sacrifici con
la ricerca di equità e di etica. Questo salvaguarderebbe la coesione
sociale, altrimenti le contestazioni saranno trasversali e c’è la
probabilità che le piazze saranno riempite da contestazioni sia da
destra che da sinistra. Speriamo che la responsabilità e il buon senso
prevalga nelle difficili decisioni che saranno prese.

Cordialmente

Remo Tanghetti.

 

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