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Spettacolo

Stadio: «Noi, tra trenta anni di carriera e un tour che è la nostra storia»

Ascoltare un disco degli Stadio è sempre un piace­re. Se poi si ha la possibili­tà di ascoltarli dal vivo, beh, si tratta di un surplus. Il loro ultimo album “Diamanti&Caramelle” è di quelli particolarmente riusciti e dunque il concerto che la band capitanata da Gaetano Curreri ter­rà martedì 22 allo Smeraldo sarà di quelli da seguire (sempre martedì, ma dalle 18, saranno alla Fnac). Anche perché sarà l’occasione non solo di ascoltare la poesia di “Gaetano e Giacinto” o l’attualissi ­ma “Diamanti&Caramelle”, ma anche canzoni che fanno parte della storia della musica italiana, come “Grande figlio di puttana” o “Acqua e sapone” o ancora “Gene­razione di fenomeni”. Una band, quella degli Stadio, che inoltre è prossima a festeggiare 30 anni di carriera. Più che onorata. «E difatti – spiega Curreri – il tour è l’occasio ­ne per ripercorrere la nostra storia. In totale suoneremo quasi 40 bra­ni. Nella prima parte presentere­mo 8-9 pezzi del nuovo album, poi spazio ai nostri classici e a canzoni che non suoniamo da tempo per proporle così come sono nate: chi­tarra, pianoforte e voce. Canterò an­che “E dimmi che non vuoi morire” scritta per Patty Pravo. E in “Corti ­li lontani” spazio alla voce di An­drea Fornili, il chitarrista del gruppo ( Roberto Drovandi al basso e Giovanni Pez­zoli alla batteria gli altri due com­ponenti, ndr). Dal punto di vista scenografico, ci saranno due vi­deowall ».
Diciamolo subito: “Gaetano e Giacinto”, pezzo dedicato a Sci­rea e Facchetti, ha fatto preso non solo sul vostro pubblico, ma anche su chi vi segue di meno… «Vero, sembra già un nostro ever­green e invece ha appena qualche mese. Noi come band puntiamo molto sul valore della memoria e di conseguenza su come trattare certi argomenti. Questo brano lo paragono a “Chiedi chi erano i Beatles” e difatti in scaletta vengo­no uno dietro l’altro. Scirea e Fac­chetti stanno al pallone come i Beatles alla musica, c’è poco da fare. Come dice il nostro amico don Gallo, non abbiamo bisogno di maestri, ma di testimoni da cui prendere spunto per un mondo migliore: stiamo parlando di due calciatori che non sono solo due grandi campioni, ma due persone perbene».
Del vostro ultimo album quale canzone rende meglio dal vi­vo?
«Direi “Piuttosto che non averti mai incontrata”. Abbiamo aggiun­to il sax di Andrea Poltronieri che si è rivelato essere un’ottimo musi­cista. Aggiungo poi che nel corso del live si noterà un certo suono funky che ci riporta indietro di tanti anni».
Nel disco c’è anche Noemi con duetta ne ” La promes­sa”… « Ci sono due versioni di que­sto pezzo e in uno canta lei. De­vo dire che mi sento io suo ospi­te per come la canta, l’ha fatta davvero sua».
Noemi esce da un talent show: gli Stadio di 30 anni fa avrebbe­ro percorso quella strada?
«Non credo proprio, questo genere di show non ama particolarmente i gruppi ed è un limite perché la grande forza della musica viene proprio dalle band. Le uniche grandi innovazioni le ho viste fare dai Negramaro, dai Modà e dalle Vibrazioni che mica escono dai talent che puntano quasi esclusi­vamente sulla voce di solisti che rischiano però di finire nei piano­bar dopo un disco o due».
Quindi i talent fanno “male” alla musica?
«Non mi permetto di essere cate­gorico, ma di certo non aggiungo­no niente. Noemi sarebbe uscita ugualmente alla ribalta perché ha uno strumento in gola».
Il mondo degli Stadio è legato a quello del cinema… «Beh, ne abbiamo scritte di colon­ne sonore. Il 12 gennaio uscirà “Posti in piedi in Paradiso”, il nuovo film di Carlo Verdone di cui abbiamo curato le musiche di commento con Fabio Liberatori e Fornili. Inoltre ci sarà anche “Poi ti lascerò dormire” da “Diaman­ti&Caramelle”: un pezzo subito amato da Carlo. Fidatevi, è un grande film che vi lascerà piace­volmente stupiti».
Avete 30 anni di carriera alle spalle: a chi non vi conosce bene quale vostro album consigliate per decade?
«”La faccia delle donne” del 1984, “Siamo tutti elefanti inventati” del 1991 e “Occhi negli occhi” del 2002. Ma anche “Diamanti&Cara­melle” che è il compendio un po’ di tutto».
Dischi d’oro, due “Nastri d’Ar­ gento”, il premio “Lunezia” e tanti altri ancora: il premio che più vi ha resi felici?
«Gli ultimi due posti conseguiti a Sanremo, la prima volta con “Allo stadio” e poi con “Canzoni alla radio”: conservo quelle due espe­rienze con grande affetto, lì capim­mo quale era la nostra strada e che comunque era in salita. Ma che bello quando arrivi in cima: vedi paesaggi straordinari…».
Non possiamo non parlare del suo rapporto con Vasco Ros­si… «Siamo come fratelli, ci vogliamo un mondo di bene. Vasco fa parte della mia vita e resto l’unico con cui ha duettato in un pezzo (“La faccia delle donne”, ndr)».

 

 

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