Detenuto tenta il suicidio, salvato in extremis dalla polizia penitenziaria. E' successo nel carcere di Torino (foto di repertorio).
News
IL CASO

In 200 chiedono la scarcerazione: già concessi quaranta permessi

I primi effetti del coronavirus alle Vallette in attesa delle novità legislative

Da una parte la certezza della pena, dall’altra il rischio di un contagio che rischierebbe di trasformare le carceri italiane in un lazzaretto, con prevedibili conseguenze anche sull’ordine pubblico, visto che un’epidemia di massa diventerebbe una bomba difficile da disinnescare. E’ tra questi due interessi che anche l’Italia, mentre altrove sono in corso scarcerazioni di massa, che si cerca una difficile mediazione.

E se il governo non vuol sentir parlare di “indulto mascherato”, gli effetti delle misure allo studio non sarebbero tanto diversi. Si vedrà lunedì, al Senato, quando la proposta del governo, siglata tra il Guardasigilli Alfonso Bonafede e i partiti della maggioranza (Pd, Italia viva, Leu) dovrebbe trasformarsi in un emendamento al decreto Cura Italia: subito ai domiciliari chi deve scontare sei mesi come già stabilisce il decreto del 17 marzo; valutazione elastica per chi si trova al confine dei sei mesi (per esempio sette); chi ha di fronte ancora da sei a 12 mesi ottiene i domiciliari previo via libera del magistrato di sorveglianza che valuta l’eventuale rischio di reiterazione del reato e comunque la concessione della misura anche se non dovesse essere ancora disponibile il braccialetto.

CONTINUA A LEGGERE IL GIORNALE IN EDICOLA OGGI 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo