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Rubriche Musica

L’Altra Voce di Dante Muro incanta i torinesi (la recensione di Ezio Baldi)

Articolo di Ezio Baldi, il papà di Radio EmerGeNti

Lunedì 7 novembre ore, 21 nella sala del Teatro Erba cala il buio, un faro illumina il sipario ancora chiuso, Enrico Fasella, attore e regista torinese, introduce brevemente lo spettacolo e invita ad aprire il sipario; la scenografia ci porta in una Firenze medioevale, dai colori ruggine e grigi, ma insolitamente caldi per una serata così piovosa.

Fasella introduce Silvia Barbero, Sua allieva e attrice di soli 23 anni, ma che ben presto si dimostrerà più che all’altezza dei suoi vari ruoli. Insieme presentano Dante Muro, un basso anomalo, anomalo perché solitamente nelle opere liriche sono spesso incomprensibili, mentre Dante non lo è affatto. Gli artisti dialogano con il pubblico, in un clima familiare, decisamente inusuale per chi si aspetta un concerto di musica lirica; poi, chiamarlo semplicemente “concerto”, sarebbe troppo riduttivo.

L’idea geniale, di abbinare la letteratura, le poesie, i monologhi e dialoghi, alle canzoni di Dante Muro (n.d.r. musiche e testi di V.Vento, B.Fiorito, M.Fiorito, G.Calabrese, U. Bindi, L.Reale, P.Lettieri, L.Battilana, B.Cherubini, C.Bixio, O.Passarelli, L.Belluardo, Al Marrese)
è del Maestro Benny Fiorito, titolare dell’etichetta discografica Oranova, detentore di grande esperienza nella musica jazzistica americana, stretto collaboratore di Frank Sinatra. La voce di Enrico Fasella fa da prologo, con “Clochard”, alla prima canzone dal titolo “Il barbone e l’al di là”, sentimentalmente forte, ma dolce e commovente l’esecuzione, cosa che non ci si aspetterebbe da una potente voce da basso. Scorrono i minuti e gli applausi del pubblico manifestano l’apprezzamento, lunghi applausi che si zittiscono solo nel momento in cui, Silvia Barbero recita “Certo, di fronte a te ogni fiore appassisce”, altra splendida introduzione per “Così, così”, ritmato brano che scherza su una donna, ritenuta “Così, così”; ma la fantasia della serata non è finita, si susseguono “Il nostro concerto” storico brano di Umberto Bindi, mentre Silvia Barbero ed Enrico Fasella, tirano egregiamente in ballo Shakespeare con il duetto Ermia-Lisandro.

Il modo discorsivo, la vicinanza con il pubblico, ci trasmettono molta serenità, come se conoscessimo gli interpreti da sempre; un po’ come se ci trovassimo seduti ad un tavolo con degli amici, insieme a loro sul palco. Scorrono i brani dell’album “L’Altra Voce”, belli gli abbinamento al rock, jazz, il flamenco di “Palma del sol”, allegria e spensieratezza, ma anche momenti toccanti, tanto che gli occhi dei tre protagonisti, ma non solo i loro, si mostrano lucidi dalla commozione. I minuti sono volati, abbiamo trascorso circa un’ora e mezza, “L’Altra Voce”, che il prossimo anno approderà negli Stati Uniti, volge al termine, l’epigono di Dante Muro, al brano epico di Catullo su Lesbia, recitato da Enrico Fasella è “Secondo te” di Al Marrese.

Il pubblico saluta con una lunga serie di applausi, a sipario ormai chiuso continuano ad applaudire e Dante Muro torna, fuori dalle quinte, a ringraziare il, solitamente, “difficile pubblico torinese”; ma è un arrivederci, infatti il 21 novembre terrà un concerto, per l’Unità di italia, presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino, con l’Accademia Stefano Tempia e una grande orchestra, sarà uno dei solisti; con replica il 22 novembre a Chivasso.

 

 

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