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Moratti si morde la lingua: «I 5 rigori contro? Ora danno fastidio»

Non sarà dello stesso livel­lo di un «non voglio più vede­re quest’arbitro», ma il «fasti­dio » evidenziato da Massimo Moratti nel day-after di Ber­gamo vale la pena di essere sottolineato. Non era stato te­nero nemmeno Ernesto Pao­li ll o, nell’immediato post­partita, evidenziando che «nel dubbio sembra che dare un rigore all’Inter sia la nor­malità ». Parole a cui hanno fatto eco le dichiarazioni pre­sidenziali. «È inutile essere preoccupati, ormai è succes­so – ha detto nella mattinata di ieri – Paolillo ieri ha parla­to d’istinto, ma non credo ab­bia detto cose sbagliate. Il ri­gore di Bergamo? C’era un ottimo arbitro e certamente quanto accaduto è una casua­lità, però quando si arriva a cinque dà un po’ di fastidio». Il numero è riferito ai calci di rigore fischiati contro l’Inter dall’inizio della stagione, una statistica elevata rispetto alle otto partite giocate.
ORA LA JUVENTUS
Altro elemento di pessimi­smo la classifica deficitaria, al di là degli episodi contrari. Otto punti, la metà della ca­polista Juventus, sei in meno del Milan lanciato da tre vit­torie consecutive, sono il peg­gior bottino immaginabile per arrivare al cospetto dei bian­coneri. «Cosa ci manca per risalire la china? I punti – ha detto Moratti ridendo amaro ­Io però non vedo come la gara con la Juventus come quella del riscatto, è semplicemente il famoso “derby d’Italia”, in­teressante per vedere la forma e la consistenza delle due squadre e per capire come si potrà svolgere il campionato. La squadra a Bergamo non ha giocato male, ha tenuto tanto il pallone, ha pressato e ha fatto quel che poteva per le caratteristiche dei giocatori. È mancato l’attacco, la finaliz­zazione.

 

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