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Il Borghese

Gli operai no, i black bloc sì

Partiamo da una considerazione. Operai e sindacalisti sono più pericolosi dei No Tav. Lo deduciamo da un no e da un sì. No alla manifestazione organizzata dalla Fiom a Roma per dirle tutte al governo, Fiat e Fincantieri compresi; sì ai No tav che per domenica hanno organizzato la solita scampagnata al cantiere con forbicioni, cesoie e quanto altro occorre per tagliare le reti della prudenza e del rispetto allo Stato. Sugli studenti c’è ancora un dubbio: quello – magari – di chiedere loro qualche euro a testo come fideiussione sui danni futuribili. ha vinto come al solito la politica, ovvero quella nebulosa di incertezze, di buonismo e persino di paura che accompagnano da un po’ le scelte sul territorio.

La regola del prevenire meglio che curare, non è passata. O almeno non del tutto visto che gli strateghi del “si può fare” affidano alle forze dell’ordine il compito di fare l’antibiotico: dose massiccia di uomini e mezzi da somministrare al corteo per spegnere gli eventuali focolai dell’infezione. Sarebbe stato meno nobile e soprattutto meno virile negare il permesso a questa marcia cominciata male, anzi malissimo, almeno nelle intenzioni di un capopopolo di azzerare il cantiere, violando recinzioni e sbarramenti, e dunque incitando la massa a commettere un reato? Il buon senso dice di no.

E lo dice anche la magistratura, a lettere chiare e inequivocabili. Se si incita a tagliare recinzioni e quant’altro, dunque a commettere un grave illecito, la manifestazione è illegale. Non è bastato. Come non sono bastati gli inviti della polizia scesa in piazza ieri l’altro per denunciare i tagli del governo agli apparti di sicurezza. Nel batti e ribatti su che cosa era meglio tra vietare e concedere, anche alla luce di possibili reazioni dei dimostranti, è prevalsa la logica della concessione. Seppure a metà, almeno a parole visto che le schiere No Tav saranno tenute a rispettare l’integrità del cantiere. In poche parole creazione di una zona rossa invalicabile e divieto di avvicinarsi alla recinzione. Regolette, se permettete che sarebbero andate bene anche a Roma, ammesso che quei criminali chiamati black bloc accettassero l’invito. Dunque siamo da capo. Domenica si sfila contro la Tav, da ieri la valle sta accogliendo i manifestanti, gente che ovviamente non sa fare altro che frequentare i luoghi caldi, che non ha un lavoro, una famiglia, degli impegni. E noi, buoni padri di questa famiglia a dir poco irruenta, prepariamo la festa. Ai fuochi d’artificio, comunque, penseranno loro. Per gli operai un suggerimento: Roma di questi tempi non è cosa. meglio scegliere, già che ci siamo, tra Genova e Torino…

beppe.fossati@cronacaqui.it

 

 

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