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Cronaca

Filippine, preti nel mirino: missionario italiano ucciso davanti alla sua parrocchia

Freddato a colpi di pistola davanti alla chiesa in cui aveva appena celebrato la messa. È morto così don Fausto Tentorio, missionario lecchese di 59 anni trasferitosi da 32 anni nelle Filippine. Il killer, che indossava un casco da motociclista, l’ha atteso davanti all’uscita della sua parrocchia sull’isola di Mindanao, la stessa in cui aveva già subito un attentato nel 2003 e, quando il sacerdote si è diretto verso la propria auto, ha aperto il fuoco. Poi è fuggito a bordo di una moto guidata da un complice. Erano le 8 e 45 di ieri, e i fedeli hanno subito soccorso don Tentorio, ma quando è arrivato in ospedale i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Troppo gravi le ferite rimediate dal prete, che è stato colpito alla testa, al petto e a un fianco. Ignote le motivazioni dell’agguato, avvenuto però in un’area  che da anni deve fare i conti con l’estremismo fondamentalista legato ad Al Qaeda.  Un’area in cui, prima di don Tentorio, erano già stati uccisi altri due sacerdoti italiani. Il 15 aprile 1985 era toccato a Padre Tullio Favali, vittima di un agguato teso da un gruppo paramilitare, il 20 marzo 1992 a padre Salvador Carzedda, impegnato nel dialogo con i musulmani, freddato da due uomini in motocicletta che poi fuggirono a bordo dell’auto di cui lui era al volante.

 

 

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