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Cronaca

Berlusconi in Aula, il governo chiede la fiducia: “Dobbiamo rimanere in sella. Nessuna alternativa”

Presidente, avrà la fiducia domani? Chiedono i giornalisti a Silvio Berlusconi mentre entra nell’Aula di Montecitorio. “E vorrei vedere…”, risponde il premier sorridendo. E’ cominciato alle 11  il discorso alla Camera del presidente del consiglio al quale seguirà domani il voto di fiducia.

Art.1: mi scuso su errore
“Un incidente parlamentare di cui la maggioranza porta la responsabilità e di cui mi scuso personalmente”. Lo ha detto parlando all’Aula della Camera il premier Silvio Berlusconi, riferendosi alla bocciatura dell’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato. “Sono qui per chiedere il rinnovo della fiducia al governo”, ha aggiunto.

”Non vi nascondo la gravita’ dell’incidente” sull’articolo 1 del rendiconto generale dello Stato, ”ma cio’ non puo’ avere conseguenze sul piano istituzionale”, ha aggiunto.

”Il governo chiede di avere confermata la fiducia perchè profondamente consapevole dei rischi che corre il Paese e perché i tempi imposti dai mercati non sono compatibili con quelli di certe liturgie della politica”, ha poi precisato Berlusconi, soffermandosi sulla situazione economico-finanziaria internazionale.

Crisi economica, il governo deve rimanere in sella
”Il governo chiede di avere confermata la fiducia perché profondamente consapevole dei rischi che corre il Paese e perché i tempi imposti dai mercati non sono compatibili con quelli di certe liturgie della politica”, ha poi precisato Berlusconi, soffermandosi sulla situazione economico-finanziaria internazionale.

“Sul piano politico non c’è alternativa a questo governo” ha aggiunto. “E’ finita l’epoca in cui i governi li facevano una casta di capi-partito, i governi li fanno gli elettori”, dice il premier.

“Opposizioni divise”
”Le opposizioni esercitano un legittimo diritto-dovere di critica, ma sono frastagliate e divise, oggi, sono addirittura sparite, e partecipano a una campagna demolitoria” contro il governo, ha affermato il presidente del Consiglio ironizzando sull’assenza delle opposizioni in Aula. “Sono qui, e con me una maggioranza politicamente coesa, al di la’ degli incidenti d’Aula, per testimoniare che l’Italia ce la fa, ce la farà e può rilanciarsi battendo la strategia del pessimismo”, ha aggiunto.

“Sì a rigore ma con la crescita”
Sì al rigore dei conti, ma anche misure che favoriscano la crescita, altrimenti si rischia la stagnazione. Lo ha detto in aula alla camera il premier Silvio Berlusconi, parlando della prossima approvazione del decreto sviluppo. Berlusconi sottoliena che bisogna avere “la consapevolezza che la politica di rigore senza contemporaneamente misure per la crescita rischia di condurre alla stagnazione e a un conseguente peggioramento dei conti pubblici”.

 

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