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Cronaca

Governo battuto alla Camera: venerdì il voto di fiducia, il Colle chiede “risposte credibili”

Il governo, ieri pomeriggio, è stato battuto a Montecitorio sull’assestamento del bilancio 2010. La votazione sull’articolo uno del rendiconto ha ottenuto 290 a favore e 290 contro, e la maggioranza richiesta era di 291 “sì”. Al voto non hanno partecipato il ministro Giulio Tremonti, rimasto all’ingresso dell’Aula, Umberto Bossi, impegnato con i cronisti in Transatlantico, e Claudio Scajola. In tutto, deputati del Pdl assenti erano 19, a cui vanno aggiunti i deputati di centrodestra in missione, sette parlamentari di Popolo e territorio (gli ex Repon­sabili), e 4 del gruppo misto. Presente invece il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che al termine del voto ha lasciato l’Aula e si è diretto nelle stanze del governo, dove ha incontrato il ministro dell’Economia e altri esponenti del Pdl.

Il premier: “Problema tecnico risolvibile”. L’opposizione: “Dimissioni”
La seduta è stata aggiornata a questa mattina, ma prima di accordare il rinvio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha sottolineato che il voto «ha evidenti implicazioni di carattere politico». Nessuna valenza politica, invece, secondo il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. «Tremonti – ha detto Verdini – non ha fatto semplicemente a tempo a raggiungere il banco del governo per votare. Lo voleva fare, si vedeva». E se per Berlusconi si è trattato di un «problema tecnico risolvibile», l’opposizione chiede al premier di dimettersi. «La maggioranza che sostiene il governo – ha commentato il capogruppo del Pd, Dario Franceschini ­non esiste più, né nel Paese né in questa Camera». «Berlusconi si convinca ad andare al Quirinale», ha rincarato il segretario, Pierluigi Bersani. Secondo il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, il governo dovrebbe rendersi «disponibi­le a un confronto politico e a verificare se abbia o meno la fiducia in Parlamento». E il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è spinto oltre: «Berlusconi chieda la fiducia al Parlamento».

Voto di fiducia
La posizione espressa da Cicchitto e La Russa è stata accolta nel vertice di maggioranza che si è tenuto ieri sera a Palazzo Grazioli. Sarebbe da irresponsabili far cadere il governo in questo momento di crisi”, avrebbe detto il premier durante la riunione. Silvio Berlusconi chiederà la fiducia alla Camera giovedì alle 11, subito dopo aver concluso un consiglio dei ministri. La verifica verrà votata venerdì. La Giunta per il regolamento della Camera si è già espressa per quel che riguarda il provvedimento presentato martedì. «L’iter è concluso». La palla è passata ai capogruppo che, dopo una riunione di Fini, hanno deciso di far parlare Berlusconi giovedì.

Napolitano: “Serve una risposta credibile”

Il capo dello Stato, intanto, in una nota esprime tutta la sua preoccupazione. Chiede una «risposta credibile» anche per «capire se la maggioranza è in grado di operare». In altre parole, «la mancata approvazione, da parte della Camera, dell’articolo 1 del Rendiconto Generale dell’Amministrazione dello Stato, e, negli ultimi tempi, l’innegabile manifestarsi di acute tensioni in seno al governo e alla coalizione, con le conseguenti incertezze nell’adozione di decisioni dovute o annunciate, suscitano interrogativi e preoccupazioni i cui riflessi istituzionali non possono sfuggire».

Fini sale al Colle
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, salirà nel pomeriggio al Quirinale per esporre al Presidente della Repubblica le richieste dell’opposizione. Le forze di minoranza ritengono infatti che il premier non possa procedere con le previste comunicazioni alla Camera dopo la bocciatura dell’articolo 1 del Rendiconto 2010. “Sono ore turbolente per la politica”, ha detto il presidente della Camera, annullando la sua partecipazione allo Iab Forum di Milano

 

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