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Spettacolo

Esce al cinema “Ex, amici come prima”, storia di amori traditi e passioni sfrenate

Amori traditi e passioni sfre­nate arrivano da oggi nelle sale milanesi con il nuovo film dei fratelli Vanzina (alla regia Carlo, sceneggiatura firmata da Enri co): “Ex, amici come prima”, sequel del fortunato “Ex” di Fausto Brizzi.
Dagli Uci di Lissone, Bicocca, Mila­no Fiori e Pioltello ai The Space di Cerro Maggiore, Rozzano e Vi­mercate ecco la sceneggiatura che racconta diverse storie al cen­tro delle quali trionfa l’amore tor­mentato. Coppie che scoppiano e coppie che nascono. C’è chi si ritrova e chi si perde di vista, chi si ama per tutta la vita e chi tradisce una volta sola. Nel cast Vincenzo Salemme, N at a sh a Stefanenko, Alessandro Gas­sman, Enrico Brignano, Paolo Ruffini e Teresa Mannino. Uno sguardo ironico e divertente su situazioni che si propongono di continuo nella vita di tutti i giorni.

Carlo Vanzina, com’è nata l’idea di questo film?
«La produttrice Federica Lucisano  mi ha fatto una “proposta indecen­te”, quella di girare una commedia corale a storie intrecciate sulla scia del grande successo di “Ex” di Briz­zi: a me e mio fratello Enrico non era mai accaduto di scrivere e dirigere una storia che si rifacesse a un film realizzato da altri, era capitato sem­mai che altri registi girassero dei sequel di cui noi avevamo realizzato il prototipo, come ad esempio “Sapore di mare 2” o “Yuppies 2″».

Lei ha definito questo film “una romantica commedia degli equi­voci dove niente è come sembra”: in che senso?
«Rispetto al primo film di Brizzi ovviamente esiste un minimo comu­ne denominatore dato dall’argomen ­to: i protagonisti sono degli ex o hanno a che fare con fidanzati e mogli del passato, immediato o me­no, o con vecchie fiamme mancate ma quasi tutti vivono esistenze sen­timentalmente improbabili e preca­rie. Abbiamo cercato di raccontare in maniera leggera una serie di perso­naggi e di tipologie decisamente at­tuali, una volta la gente per lasciarsi si incontrava o scriveva una lettera, oggi la tecnologia ha condizionato tutto, le storie d’amore spesso fini­scono con un sms».

Come ha scelto i suoi attori e come si è trovato con loro?
«Enrico Brignano ha rappresentato un’ennesima conferma, siamo credo ormai al sesto film insieme. Mi ha fatto molto piacere ritrovare poi, in una commedia che ne rivela gli aspetti più inediti e intimi, Ricky Memphis, con cui non lavoravo dai tempi de “I mitici” con Claudio Amendola, mentre di Paolo Ruffini, che conosciamo dai tempi di “Un’estate ai Caraibi”, apprezziamo da sempre il talento comico e la freschezza che riesce a trasmettere ai suoi personaggi. Natasha Stefanen­ko era perfetta per interpretare una donna dell’Est fascinosa e dalla forte personalità. Tosca D’Aquino ha con­fermato infine di essere una grande attrice che si nutre felicemente dalla prestigiosa tradizione del teatro na­poletano ».

 

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