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Cronaca

Stretta sulle intercettazioni. Carcere per i giornalisti: passa accordo “salva-blog”

Strappo in commissione Giustizia alla Camera sul ddl intercettazioni. Il comita to dei nove ha dato parere favorevole a due emendamenti del Pdl che da una parte prevedono il carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni “irrilevanti” e dall’altra vietano la pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro. Giulia Bongiorno (Fli), precedente relatrice del testo, ha lasciato l’incarico in segno di protesta. Il suo posto verrà preso da Enrico Costa, del Pdl, eletto nuovo relatore con i soli voti della maggioranza. Il carcere per i giornalisti (reclusione da sei mesi a tre anni per chi pubblichi intercettazioni irrilevanti) è previsto in un emendamento a firma del Pdl Manlio Contento. «La modifica – spiega il deputato – si è resa necessaria perché nel testo licenziato un anno fa avevamo previsto la sanzione penale solo per la pubblicazione degli ascolti espunti o per quelli che andavano distrutti». Le intercettazioni irrilevanti saranno sia quelle che dopo l’udienza-stralcio vengono “chiuse” nell’archivio di segretezza, sia quelle che il pm non fa trascrivere quando manda al giudice una richiesta di misura cautelare. In Commissione, il comitato dei nove ha trovato invece un accordo che “salva” i blog dall’obbligo di rettifica con il conseguente rischio di dover pagare multe salate. È stato approvato all’unanimità con il parere favorevole del governo il testo di Roberto Cassinelli (Pdl) che distingue le testate giornalistiche online dai siti amatoriali. L’obbligo di rettifica entro 48 ore rimane quindi solo per i siti di informa­zione registrati ai sensi della legge sulla stampa. Niente obbligo per i blog.

 

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