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Cronaca

Moody’s declassa l’Italia: ecco perchè

Dopo Standard & Poor’s, anche Moody’s boccia l’Italia. L’agenzia di rating, ieri sera, ha comunicato di aver declassato il nostro debito sovrano da Aa2 a A2. L’outlook, ossia la prospettiva, è negativo. Confermato, invece, il rating a breve termine Prime-1. Per Palazzo Chigi «la scelta di Moody’s era attesa». E, spiega in una nota: «Il governo italiano sta lavorando con il massimo impegno per centrare gli obiettivi di bilancio pubblico. Quegli stessi obiettivi che sono stati oggi accolti positivamente e approvati dalla Commissione europea». Per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani «il declassamento è una mazzata. L’Italia è meglio di quel rating, ma se non c’è un cambiamento la sfiducia rischia di tirarci a fondo».

I motivi
L’agenzia di rating ha spiegato il declassamento dicendo che il «sostenuto aumento della suscettibilità del Paese di fronte agli shock finanziari» è dovuto «in parte ai rischi derivanti dalle incertezze economiche e politiche» che mettono a rischio il raggiungimento da parte del governo degli obiettivi di risanamento del bilancio e «in parte all’aumento dei rischi al ribasso per la crescita economica e all’indebolimento delle prospettive globali», nonchè al generale calo della fiducia nelle emissioni di debito dei paesi dell’eurozona. C’è una crescente incertezza sulla possibilità che il governo italiano riesca a raggiungere gli obiettivi di consolidamento fiscale. «Dato che oltre metà delle misure di consolidamento fiscale sono basate su un aumento delle entrate – sottolinea Moody’s – i piani sono vulnerabili rispetto all’elevato livello di incertezza sulla crescita economica in Italia e nel resto dell’Ue». «Inoltre – prosegue la nota – può essere difficile raggiungere un consenso politico su tagli alla spesa aggiuntivi. Di conseguenza, potrebbe essere complesso per il governo generare gli avanzi primari necessari per porre il rapporto tra debito e Pil e il peso degli interessi su un solido trend al ribasso». Moody’s prevede che il rapporto tra debito e Pil italiano si attesti al 120% alla fine dell’anno dal 104% calcolato all’inizio della crisi. «Oltre a porre un rischio per la forza finanziaria dell’Italia, il non riuscire a rispettare gli obiettivi fiscali e di debito potrebbe aumentare la suscettibilità del paese a shock sui mercati finanziari» conclude Moody’s. E poi conclude: «Il rischio di default dell’Italia è remoto». Ma «la vulnerabilità di questo Paese è aumentata».

 

 

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